Il 3 ottobre, su Netflix, uscirà la terza stagione di Heartstopper, una delle serie più dolci, oneste e adorabili dell'ultimo decennio: è ispirata all'omonima graphic novel della scrittrice britannica Alice Oseman ed è stata trasposta in una serie di successo che, complice il grande affiatamento del cast, sta raccontando alle nuove generazioni l'amore tra due ragazzi, Nick e Charlie (Kit Connor e Joe Locke) in tutte le sue sfaccettature.
La terza stagione, che sarà presumibilmente tratta dal quarto e quinto volume della saga letteraria, ruoterà intorno al "Ti amo" che i due ragazzi non sono riusciti a scambiarsi nella seconda: se nella prima li abbiamo visti avvicinarsi e innamorarsi e nella seconda consolidare il loro rapporto alla luce del coming out di Nick, scopertosi bisessuale all'inizio della sua relazione con Charlie, nel terzo capitolo la sceneggiatura seguirà il percorso emotivo e sessuale dei due protagonisti.
Sarà una stagione di ritorni e di addii: Olivia Colman, che nei primi due capitoli ha interpretato la mamma di Nick, ha lasciato la produzione per impegni paralleli (e si è detta distrutta da questo abbandono: in un'intervista ha raccontato che fare parte del cast di Heartstopper è stata «la cosa più bella della sua carriera») mentre Jonathan Bailey si è assicurato un cameo nella nuova stagione dopo aver fatto carte false per esserci. «Avrei voluto una serie del genere quando ero ragazzino», ha detto a Variety, «perché ha davvero cambiato il modo in cui le persone possono crescere e esprimere la loro identità».
La serie ha il pregio di raccontare - senza eccessi (come Sex Education) e senza troppi tuffi nell'oscurità (come fa Euphoria) - le emozioni di un'intera generazione senza mai soffermarsi sul torbido, sul male o sulla violenza verbale. Che pure esistono, serpeggiano pure alla Truham Grammar School dove l'omosessualità di Charlie viene derisa e da cui Elle (l'attrice transgender Yasmin Finney) deve allontanarsi per la troppa cattiveria di alcuni compagni. Il cuore di Heartstopper è la scoperta, di sé e di sé con gli altri. E anche se c'è chi lo ha criticato per il suo essere troppo buonista e per aver dipinto una GenZ troppo poco tormentata, lo show rimane tra gli esempi seriali più virtuosi di come si possa parlare di temi LGBTQ+ senza avere la pretesa di normalizzare, ma solo di fotografare la realtà per com'è. Perché Heartstopper racconta senza sviscerare, analizza senza fare male e questa sua dolcezza è necessaria come gli abbracci che si scambiano Nick e Charlie quando capiscono di amarsi e di voler stare insieme. La terza stagione riprenderà i nodi della seconda, accendendo il focus sulla relazione tra Elle e Tao, esplorando l'asessualità di Isaac e dando maggiore screentime al personaggio di Tori (Jenny Walser), l'introversa sorella di Charlie. Forse non tutti sanno che proprio dal romanzo a lei dedicato - Solitaire, è uscito nel 2014, è il romanzo d'esordio dell'autrice - Alice Oseman ha trovato ispirazione per esplorare l'amore tra il fratello di lei e il suo nuovo ragazzo Nick in una serie di opere parallele. Heartstopper, appunto. Di cui oggi non potremmo più fare a meno.











