Il nuovo direttore artistico e conduttore di Sanremo 2025 è stato ospite di RTL per parlare del nuovo corso del Festival e delle paure (o meno) legate al suo ruolo. Dopo le voci che volevano anche le opzioni di Stefano De Martino e Alessandro Cattelan sul palco dell'Ariston, con la delusione, forse, che anche quest'anno non sarebbe stata una donna, ecco la conferma che in tanti si aspettavano: dopo sette anni l'ex dj di Firenze (con Amadeus ha in comune anche questo) torna a Sanremo. Il 22 maggio Carlo Conti ha parlato in radio, dov'è di casa, dicendo la sua sulla decisione della Rai.

«Abbiamo ufficializzato qualcosa che era nell’aria già da un po’. Stavamo ragionando con l’azienda e abbiamo trovato un punto d’incontro. Ho sentito un grande affetto intorno alla mia candidatura da parte di tutta l’azienda, dai vertici alle maestranze. Quindi mi sono detto: "torniamo sul luogo del delitto"», ha affermato. Ha continuato poi parlando dei prossimi mesi, che dedicherà interamente al progetto: «La mia famiglia sa che ho fatto una scelta di vita ritirandomi a Firenze, una vita normale in cui troverò spazio per preparare il festival. La cosa più importante è scegliere le canzoni giuste, perché le canzoni devono poi arricchire le programmazioni radiofoniche ed essere al passo con i tempi. Il mio dubbio era di avere l’orecchio musicale pronto dopo sette anni. Questo è l’importante per Sanremo, il resto è contorno», eppure «molti dicono che il processo di svecchiamento di Sanremo l’ho iniziato io. Nel 2017, sul podio c’erano Ermal Meta, Gabbani e Mannoia. La discografia è cambiata molto. L’unica medaglietta che mi metto è che dai miei festival sono partiti Mahmood, Irama, Ermal Meta, Francesco Gabbani, Enrico Nigiotti, Giovanni Caccamo. Era un momento di grande rinascita della musica italiana».

Impossibile, poi, non chiedergli del confronto pesante che potrebbe sentire nei confronti dell'ex conduttore di Sanremo, Amadeus, che ha saputo riportare il Festival a livelli di share che non erano così alti dal 1995, edizione condotta da Pippo Baudo con Anna Falchi e Claudia Koll.

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