Le battute più sagaci di Mean Girls, le frasi cult, i look, i tagli di capelli delle protagoniste sono stati per anni - 20, tanti ne sono passati dall'uscita del film, arrivato nelle sale nel 2004 - un riferimento imprescindibile dei Millennials. La pellicola originale, che Tina Fey aveva scritto ispirandosi al libro Queen Bees & Wannabees di Rosalind Wisenman, è un manifesto dei primi anni Duemila in termini di sceneggiatura, temi e soprattutto estetica e dunque un riferimento amatissimo soprattutto dai Millennials che nel 2004 erano adolescenti o giovani adulti come Regina George e Cady Heron, le protagoniste del film interpretate dalle allora esordienti Rachel McAdams e Lindsay Lohan. Oggi il mito di quel film, mai tramontato, si è riacceso sia grazie a Netflix, dove la versione originale campeggia attualmente tra i film più visti della piattaforma, sia al cinema: ispirato al musical di Broadway omonimo che ha debuttato nel 2018, è arrivato nelle sale di tutto il mondo un reboot di Mean Girls, sempre a firma di Tina Fey (che è tornata a interpretare lo stesso personaggio del 2004), con un cast inedito e una sceneggiatura che invece strizza l'occhio alla GenZ.

Il film, diretto da Samantha Jayne e Arturo Perez Jr., è già un successo di botteghino in America (dove è uscito il 12 gennaio), anche se, a leggere le recensioni, non convince come l'originale: The Atlantic ha scritto che si tratta di una questione generazionale, che Mean Girls è leggendario proprio perché specchio di una cultura, di una generazione, perfettamente calata negli anni dell'uscita del film. Fey, nel 2004, era stata molto lodata per la sceneggiatura di una pellicola che dai critici, in questi 20 anni, è stata definita spesso il teen drama definitivo: le battute e gli snodi del reboot non riescono ad eguagliare quel fenomeno. I personaggi sono gli stessi, interpretati da volti nuovi del cinema e della tv come Christopher Briney de L'estate nei tuoi occhi, che interpreta Aaron Samuels, ruolo inizialmente affidato a Jonathan Bennett. Angourie Rice e Reneé Rapp sono invece Regina e Cady, due dei personaggi più emblematici del film, la prima crudele queen bee pronta a tutto pur di mantenere popolarità e stile, la seconda ragazza timida e impacciata che dovrà piegarsi alle rigide regole sociali del suo liceo per emergere.

Su TikTok, dove il fenomeno Mean Girls (quello originale) dilaga ormai da anni, i creators stanno mettendo a confronto le interpretazioni del cast del reboot e le scene del film con McAdams, Lohan, Amanda Seyfried e Lizzie Caplan (all'epoca tutte giovanissime e ancora esordienti) per capire quale renda meglio. A leggere i commenti il confronto è impietoso. C'è chi scrive: «Non scherziamo, l'originale non si batte!» e chi, pur volendo dare una possibilità al nuovo film non se la sente di sbilanciarsi troppo a favore del reboot.

Anche Lindsay Lohan, indimenticabile protagonista del film del 2004, pare non aver apprezzato una battuta presente nel reboot e pronunciata da Meghan Thee Stallion (che interpreta se stessa): l'espressione incriminata è fire crotch, uno slang crudele nei confronti delle persone con capelli rossi che dal 2006 è associato a Lohan. Il soprannome l'ha perseguitata per anni: l'attrice non ha apprezzato questo citazionismo gratuito e si è detta molto «ferita» dalla scelta di sceneggiatori e registi.

Insomma, a prescindere dalla riuscita di Mean Girls versione 2024, sembra che il pregiudizio più diffuso sia legato non tanto al progetto in sé quanto alla volontà di resuscitare, con obiettivi di marketing e target diversi, dei fenomeni generazionali che sopravvivono al tempo che passa e non invecchiano mai. L'esempio più calzante dal punto di vista televisivo di questo fenomeno è Gossip Girl, che è tornato con un reboot, ad oggi cancellato, nel 2019. Cult di costume molto simile a Mean Girls, il teen drama con Blake Lively è molto amato anche dalla GenZ, che continua a fare il rewatch dell'originale e non ha apprezzato il rifacimento in chiave moderna. La domanda più gettonata sembra essere: chi ha bisogno di una nuova versione quando già esiste un originale sempre piacevole da riguardare? Ai posteri - e a Regina George, che sicuramente avrebbe un'opinione caustica in merito - l'ardua sentenza.