Negli anni del suo mandato come presidente degli Stati Uniti, di occhiate minacciose sotto le lenti scure, Melania Trump al marito ne ha mandate parecchie. E la sua aperta ostilità nei confronti di Donald Trump è diventata leggendaria, sui social e nell'ambiente. Eppure, almeno fino al suo tracollo pubblico e politico, l'ex modella diventata first lady d'America gli è sempre rimasta accanto, forte, così dicono i bene informati, di un accordo prematrimoniale che la trattiene accanto al consorte dal 2005, anno delle nozze, per non perdere diritti e privilegi guadagnati sul campo fino a ora. Oggi quel prenup, contratto che, di prassi, viene stipulato negli USA tra parti che intendono tutelare o mettere al sicuro i propri averi soprattutto in previsione di un divorzio, è stato rivisto: Melania, insomma, ha rinegoziato i termini del suo matrimonio.

Page Six, che ha riportato la news in esclusiva, ha detto che l'ex first lady vuole tutelare il suo patrimonio e soprattutto quello del figlio Barron (17 anni), garantendogli gli stessi diritti dei fratellastri che Donald Trump ha avuto da precedenti relazioni e matrimoni.

«Ha chiesto una cifra specifica per Barron e altri beni per sé», ha detto una fonte vicina a Melania. «Non è la prima volta che rinegozia i termini dell'accordo prematrimoniale, il suo obiettivo è sempre stato quello di costruire un futuro stabile per sé e per il figlio».

Anche se può sembrare poco poetico che un'unione venga tenuta salda da un documento, una fortuna come quella di Trump non può certo essere lasciata al caso. E con le spese legali e le condanne per milioni di dollari che pendono sulla testa dell'ex presidente, quel tesoretto sta lentamente disfacendosi: «Non che Trump sia povero», ha aggiunto Page Six «ma Melania vuole assicurarsi stabilità. I suoi avvocati hanno lavorato nell'ombra per un anno per ridefinire l'entità della sua entrata costruendo un accordo post-matrimoniale di ferro».

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Melania con il marito Donald e il figlio Barron nel 2019

Nei suoi anni da first lady, Melania Trump è apparsa al mondo come la fragile e compassata moglie del presidente disposta a tutto - anche a sopportarlo - pur di tenere salda la sua posizione. Sempre un passo indietro, com'era scritto nel suo ruolo, bellissima ed elegante, mai una parola di troppo contro le malefatte del marito. Arrivata dov'è ora, pur con il giusto distanziamento rispetto a un uomo che di certo non sta vivendo il suo periodo migliore, può permettersi di pretendere una posizione di tutto rispetto, quanto meno economica, battendo i piedi se gli accordi presi in tempi non sospetti oggi non funzionano più. Melania ha affilato gli artigli: se deve rimanere moglie di Donald Trump, con tutto quello che questo comporta (nel bene o nel male) deve pur valerne la pena.