Il Grande Fratello 2023, edizione no-trash ed epurata dalle brutture che avevano reso parecchio controversa la scorsa stagione, non ingrana. Dopo tre puntate all'attivo - l'ultima è andata in onda il 18 settembre - il conduttore Alfonso Signorini ha annunciato un cambio di programmazione: la doppia puntata settimanale andrà in onda il giovedì invece del venerdì, così da ovviare alla probabile guerra degli ascolti con Tale e quale show, in arrivo su Rai Uno dal 22 settembre.
A tre puntate dal via, la situazione in studio e nella Casa, dove sono entrati diversi nuovi concorrenti tra cui Fiordaliso, il tiktoker Arnold e l'attore del film Gomorra Ciro Petrone, sembra in pieno stallo: l'opinionista Cesara Buonamici, chiamata ad alzare il livello delle conversazioni con il cast e il conduttore Signorini, non pare trovarsi pienamente a suo agio sulla sedia su cui ha scelto di accomodarsi in questa stagione televisiva. E i suoi interventi, lungi dall'essere frizzanti, sembrano più i bonari avvertimenti di una lontana parente che non i commenti caustici della giornalista navigata quale è (come quando ha suggerito ai concorrenti di non mandare in nomination Grecia Colmenares perché è brava a fare le pulizie).
Arginare la spontaneità in un reality è possibile?
Il problema principale di questa edizione è che nelle intenzioni di autori ed editore c'era quella di costruire un cast meno sopra le righe per offrire agli spettatori uno show di qualità, sempre godibile e divertente ma non volgare. Ma la volgarità, anche nelle sue forme meno accettabili e offensive per alcuni, ad esempio quella della bestemmia, che pare essere già stata pronunciata da Claudio Roma alla volta nientemeno che del conduttore Signorini, colpevole di averlo chiamato in puntata "spacciatore", è pur sempre parte della vita di tutti i giorni. La stessa che il Grande Fratello tenta di simulare nella Casa di Cinecittà.
Come si può pensare di arginare la spontaneità di un gruppo di persone ognuna col suo background individuale, col suo modo di porsi nei confronti del prossimo, con la sua propensione (o meno) a stare davanti alle telecamere? L'esperimento, accolto tiepidamente già in partenza, non sembra premiare neanche in fatto di ascolti: tra la prima e la seconda puntata lo share ha registrato un tonfo sostanziale (dal 23% al 16%). E i singoli pezzi del quadro - Signorini che evidentemente era più a suo agio nella versione dello show più libera, Buonamici che si chiede chi gliel'ha fatta fare, i concorrenti che provano a trattenersi senza riuscirci - non riescono a trovare un posto nella cornice televisiva cui la "nuova" Mediaset aspira.











