Che succede se un quasi prete (diacono in attesa di essere ordinato sacerdote) giovane, bello, fisicato arriva in un paesino della Sicilia meridionale arso dal caldo, dalla noia, e dalla penuria di maschi attraenti? Accade l'irreparabile (attenzione, spoiler).
Sul dogma cristiano del voto di castità si sviluppa la storia de L'estate più calda, il film prodotto da Amazon Studios appena rilasciato da Prime Video. «Non lo so, io non ne avrei la forza» ammette il vecchio sacerdote del paese (interpretato da Nino Frassica) quando Don Nicola (l'attore Gianmarco Saurino) gli pone la domanda definitiva: «E che dovrei fare, il prete con l'amante?».
Un riferimento esplicito a Uccelli di rovo, una strizzatina d'occhio a Fleabag (protagonista la superba Phoebe Mary Waller-Bridge), L'estate più calda è ciò che si cerca da una commedia estiva: leggera, godibile, con diversi piani di lettura.
La trama è basica: due amiche in procinto di separarsi per l'università, una ancora vergine (Valentina, interpretata da Alice Angelica) che vuole fare la sua prima esperienza prima che l'amica parta e per questo punta il nuovo diacono del paese. L'altra, Lucia (una talentuosa Nicole Damiani) è fidanzata e dovrebbe fare da Cupido tra i due, così si avvicina al prete. Ovviamente le cose vanno al contrario e Lucia e Don Nicola si fanno prendere dalla passione e finiscono a letto insieme (più e più volte).
L'insicurezza dell'adolescenza, l'ultima stagione prima di diventare grandi, il desiderio di ciò che è proibito per legge (per più divina). Gli ingredienti di questa rom-com si incastrano su una fotografia che sa di vecchia cartolina: il paesino dov'è difficile costruire la propria identità, la chiesa come unico aggregatore sociale, il mito della grande città. Ma tutto senza grandi artifizi: solo una storia, e una riflessione, che almeno una volta nella vita ci ha rubato l'attenzione. Il voto di castità, ne abbiamo ancora così bisogno? Don Nicola sarebbe stato un ottimo prete, questo è certo.
L'estate più calda è il secondo film di Matteo Pilati (già apprezzato per Maschile Singolare, nel 2021). Sceneggiatura onesta, pochi fronzoli, tanto amarcord. Anche il protagonista Gianmarco Saurino (30 anni) è una bella conferma. Già volto delle fiction televisive, da Che Dio ci aiuti a Doc - Nelle tue mani, ha lavorato con Pilati anche in Maschile Singolare e sarà nella seconda stagione di La legge di Lidia Poët su Netlfix. «Dodici anni fa non avrei mai pensato di fare una commedia romantica», ha detto l'attore. «Ma è il gusto del poter e saper cambiare idea che mi diverte, non dare per scontato niente». Del resto Don Nicola è un bel personaggio con cui confrontarsi: «La questione su cui si fondano i dubbi di Nicola non è semplicemente andare a letto o no con una persona perché c’è scritto che non si fa, ma perché si ama qualcun altro. È quello che avviene in tutte le relazioni. Non tradisci non perché non ti sei mai infatuato di un’altra persona, ma perché ce n’è una nella tua vita a cui sei legato. Solo che, in questo caso, è Dio. Questo rende il tema del film universale».
Da segnalare, nel cast, le colonne Nino Frassica e Stefania Sandrelli (spassosissima nei panni di Carmen) e l'improbabile coppia formata dalla galeotta Michela Giraud (Damiana, sorella di Nicola) e dal coattissimo fidanzato Giuseppe Giofré (tutto tatuaggi e palestra). Nella colonna sonora, il singolo "Fulmini addosso" di Francesca Michielin. Insomma, un viaggio generazionale che funziona da qui all'autunno.
















