Gli sceneggiatori di Hollywood non sono contenti. Il loro contratto collettivo è scaduto dopo tre anni e le trattative della Writers Guild of America (WGA) con i rappresentanti dei produttori non stanno andando bene. Per questo, dopo settimane di discussioni, dal 2 maggio gli sceneggiatori sono in sciopero, non stanno lavorando e questo ha già avuto ripercussioni sui talk show statunitensi che rischiano la sospensione. Si tratta della prima interruzione in 15 anni: la precedente azione sindacale della WGA, il Writers Strike del 2007, è durata 100 giorni ed è costata all'economia californiana la perdita di circa 2,1 miliardi di dollari.

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Immagini degli sceneggiatori che manifestano a Hollywood

Gli sceneggiatori, pur avendo un ruolo cruciale nel mondo del cinema, hanno notoriamente contratti precari spesso mal retribuiti e chiedono dunque un aumento del salario e maggiori tutele. Tra le motivazioni c'è l'evoluzione del settore, dato soprattutto dalla diffusione delle piattaforme streaming e una certa paura che nei prossimi anni alcuni tipi di scrittura vengano demandati all'intelligenza artificiale. I produttori sembrano aperti a rivedere i salari minimi, ma meno propensi a introdurre maggiori forme di garanzia. «Nessuno vuole che duri a lungo, ma siamo pronti a fare ciò che dobbiamo fare», ha dichiarato al Guardian Erika L Johnson, sceneggiatrice in marcia a Los Angeles.

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L’attrice Susan Sarandon marcia a New York in solidarietà con gli sceneggiatori

Per ora, a subire le conseguenze dello sciopero sono i late night show di presentatori come Jimmy Kimmel, Jimmy Fallon, Stephen Colbert. Si tratta di spettacoli che vengono scritti quasi ogni giorno, ma, senza gli autori, diventa impossibile procedere con le nuove puntate. Non andrà in onda nemmeno Saturday Night Live. Per causare un impatto sulle serie tv, invece, lo sciopero deve durare di più. Attualmente sono in stop le nuove stagioni di Abbot Elementary e Yellowjackets, ma dipende dallo stadio a cui sono i lavori. La sceneggiatura dei nuovi episodi di House of the Dragon, ad esempio, era già stata consegnata ma altre serie le cui riprese erano appena iniziate, come Stranger Things 5, potrebbero effettivamente slittare.

Nonostante i fastidi causati dallo sciopero, molti attori e presentatori hanno preso le parti degli scrittori in sciopero. Rob Lowe, Amanda Seyfried, Elizabeth Olsen, Jay Leno, Mark Hamill, Susan Sarandon, Quinta Brunson, Olivia Wilde e lo stesso Fallon hanno parlato a sostegno dello sciopero. «Tutti, me compreso, sperano che entrambe le parti raggiungano un accordo», ha dichiarato Stephen Colbert al Late Show di lunedì, «Ma penso anche che le richieste degli sceneggiatori non siano irragionevoli».