Queen Charlotte arriverà su Netflix il 4 maggio prossimo, serie attesissima dai fan della saga principale che, a sua volta, tornerà con la terza stagione a data da destinarsi, visti i rallentamenti recenti subiti dalla produzione. Lo spin-off di Bridgerton, però, non è soltanto un piano B per coprire il buco dello show orizzontale: racconterà, in modo romanzato, l'ascesa della regina Carlotta, personaggio storico realmente esistito tra la fine del 1700 e gli inizi del secolo successivo e interpretato nella serie principale da Golda Rosheuvel e nello spin-off da India Amarteifio.

La vera storia della regina Carlotta, oltre ad aver permesso a Shonda Rhimes, produttrice di Bridgerton e di tutti i progetti satellite alla serie collegati, di costruire una sceneggiatura incentrata sulle prime fasi della relazione con re Giorgio III (Corey Mylchreest), però va molto oltre il copione patinato prodotto per Netflix.

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Hulton Archive//Getty Images
La vera regina Carlotta in un ritratto del 1775

Innanzitutto, chi era la regina Carlotta? Nata Sophia Charlotte of Mecklenburg-Strelitz in una famiglia aristocratica tedesca, Carlotta è nota per i grandi riverberi che la sua figura ha ancora oggi sulla monarchia britannica. Basti pensare che è la seconda sovrana consorte più longeva, seconda solo al duca di Edimburgo marito della regina Elisabetta, e che Frogmore House, di cui fa parte anche il cottage in cui Harry e Meghan hanno vissuto nei primi anni dopo il loro matrimonio, è stato acquistata proprio dalla sovrana nel 1801 come dimora di campagna. Anche Buckingham Palace, oggi simbolo della potenza Windsor, è diventato palazzo reale proprio negli anni del matrimonio dei sovrani, che avevano deciso di spostare la loro residenza da St. James Palace alla nuova dimora per via della sua magnificenza.

Il suo matrimonio con re Giorgio III è datato 1761: lo spin-off di Bridgerton racconterà, in modo romanzato, il modo in cui si sono conosciuti e innamorati in soli sei giorni dopo l'arrivo della ragazza a Londra per conoscere il rampollo britannico cui era promessa. Sul sito della famiglia reale si ripercorrono le prime fasi di questo amore a prima vista, da cui Shonda Rhimes si è fatta conquistare tanto da aver costruito un intero progetto televisivo sui due personaggi.

Non sappiamo se verranno integrati nella narrazione della nuova serie, ma durante il loro matrimonio la regina Charlotte e re Giorgio III hanno avuto 15 figli: solo uno di loro, Amelia, morta nel 1810 a 27 anni, viene citata nella prima stagione di Bridgerton, quella con protagonista Daphne e il duca di Hastings (Phoebe Dynevor e Regé-Jean Page), mentre di tutti gli altri non c'è traccia nel copione. Ben diversa, invece, la questione della "pazzia" del re Giorgio, un tema, quello del benessere mentale, che sarà al centro anche dello spin-off. Nella serie principale, la regina Charlotte è già reggente di un regno che ha perso il suo pilastro, ovvero il sovrano ufficiale, prostrato da un importante malessere mentale che lo avrebbe poi portato alla morte. Nella realtà dei fatti, sempre come riportato dal sito ufficiale della famiglia reale, la malattia di Giorgio III ha davvero imposto a Charlotte di assumere la reggenza del regno fino al 1818, anno della sua morte.

La figura del mad king compare anche nel celebre musical Hamilton, che invece ripercorre la strada dell'indipendenza americana: il re, in preda a uno squilibrio psicologico ormai difficile da nascondere, è stato interpretato in modo brillante da Jonathan Groff.

Ma la regina Charlotte era afro-americana?

La scelta di Golda Rosheuvel e India Amarteifio nei panni della regina Carlotta da giovane e poi negli ultimi anni della sua vita non è casuale, nonostante la controversia ancora in atto sulla questione. Le due attrici, infatti, sono afroamericane. E la regina Carlotta, almeno nell'iconografia ufficiale, è bianca. Già nel 20119, ben prima che Bridgerton arrivasse sullo schermo, il Guardian si chiedeva se, tra gli avi della sovrana, ci fossero persone di colore. E alcuni storici affermano di sì: nel suo albero genealogico compaiono parenti di varie etnie e popoli, tra cui quello africano.

Per questo Shonda Rhimes avrebbe eletto la sua regina Charlotte a quota black della serie (comunque, non senza polemiche), legando al suo personaggio una rivoluzione culturale e sociale che investe a cascata tutti i protagonisti principali di Bridgerton. Anche se non vi è alcuna conferma ufficiale che le origini della sovrana fossero effettivamente afro-americane, il personaggio della regina Carlotta al centro del nuovo spin-off di Netflix è senz'altro uno dei più affascinanti dell'intero progetto televisivo che ruota intorno a Bridgerton. L'appuntamento è per il 4 maggio, in streaming.