C'è stupore, curiosità e anche un pizzico di sgomento nelle recensioni del quarto episodio della celebratissima serie House of The Dragon, spinoff della saga Game of Thrones, che, a neanche metà del suo percorso, è già stata rinnovata per una seconda stagione. Nella puntata andata in onda (su HBO in America e su Sky in Italia, in contemporanea) lunedì 12 settembre, la giovane principessa ed erede al Trono dei Sette Regni, Rhaenyra Targaryen, interpretata, in questi primi episodi sulla sua adolescente, dall'attrice Milly Alcock, poi il testimone passerà a Emma Darcy, scopre il sesso e ci racconta l'esperienza dal suo punto di vista. Le scene che la vedono prima iniziare un rapporto dentro un bordello con lo zio Daemon (Matt Smith) e poi chiudere il cerchio nelle sue stanze con la sua guardia del corpo, sir Criston Cole, sono state definite dai critici un trionfo del female gaze.

Prima dell'arrivo in tv di questa serie attesissima, c'eravamo chiesti se Game of Thrones, nella serie di progetti satellite che vedremo nei prossimi anni (e di cui House of the Dragon è il capostipite), sarebbe stato più clemente con le donne. Non lo era stato con Daenerys, iconico personaggio della stirpe Targaryen interpretato da Emilia Clarke, e neanche con le altre indimenticabili figure femminili che brillavano nello show originale. In questo prequel, invece, il punto di vista delle due protagoniste femminili, ovvero Rhaenyra e Alicent Hightower, è centrale. E i loro bisogni, desideri, pulsioni e tormenti sono il motore di tutta la storia.

Il risveglio sessuale di Rhaenyra

(Attenzione, troverete spoiler del quarto episodio)

Nel quarto episodio, Rhaenyra viene iniziata ai piaceri della carne in un bordello cittadino dal turbolento zio paterno, che la ritrova, dopo 4 anni, ormai cresciuta e risoluta (nella narrazione, la principessa ha circa 17-18 anni). George R.R. Martin ci aveva già raccontato la propensione della stirpe Targaryen a rafforzare il sangue di drago con matrimoni di natura incestuosa: quindi, nell'universo di Game of Thrones, è perfettamente coerente che Rhaenyra e suo zio Daemon non solo siano attratti l'uno dall'altra, ma consumino anche, o sognino di consumare, questa passione.

Anche se i due alla fine non vanno fino in fondo per volontà di Daemon, che si ferma, così almeno pare, per non distruggere la reputazione della nipote rubandole la verginità, Rhaenyra decide di prendersi ciò che vuole, ovvero una prima volta indimenticabile, con la sua guardia personale. Non solo, nelle ore successive, quando scoppia lo scandalo e il re Viserys scopre l'intreccio tra zio e nipote, la principessa nega di essere andata fino in fondo, confermando, in poche scene, che il personaggio di Rhaenyra non solo non ha paura di prendersi ciò che vuole, ma ha anche il sangue freddo, la furbizia e la lucidità di negare, per poter continuare a concedersi piaceri e soddisfare desideri senza gli impedimenti legati al suo sesso.

La questione femminista alla base di questa rinascita viene fuori in una conversazione di Rhaenyra e suo padre: la ragazza fa presente che se fosse stato un uomo, avrebbe potuto divertirsi senza limiti, senza giudizi, senza impedimenti. Ma la principessa è una donna, nonché erede al trono preziosissima per i fragili equilibri del regno: chi la sposerà dovrà unirsi a una donna illibata, dunque vergine e pura, non certo a una ragazza ribelle che sa cosa vuole e se lo prende con soddisfazione. Ma Rhaenyra, in House of The Dragon, è già quella ragazza: e il suo personaggio è senz'altro il più riuscito di una serie che fa già discutere, e affascina.