Quando lo showrunner di Skam Italia Ludovico Bessegato ha rivelato il tema della quinta stagione ha parlato di «materiale umano e narrativo estremamente delicato, complesso e poco raccontato». Quando ha fatto sapere che la serie avrebbe indagato il fenomeno della micropenia, così come il rapporto tra sessualità, virilità e condizionamenti sociali, è stato chiaro che si trattasse di un argomento tanto complesso quanto fondamentale. Eppure, online, non sono mancati i commenti di scherno, le battute e le critiche. «Ma non vi vergognate? Queste sono le persone cresciute con Skam?», ha scritto su Instagram Pietro Turano che nella serie interpreta Filippo. «Mi ha ferito leggere i tweet violenti di oggi. C'è un vero tabù su questo e pensate a chi si sente direttamente colpito dalle vostre parole. Però mi conferma che abbiamo fatto qualcosa di necessario. Forse più che mai».

skam 5 le reazioni social al tema della nuova stagionepinterest
Instagram Stories / @eropietro

I commenti vanno da battute, meme e emoticon di melanzane a vere e proprie critiche alla scelta degli sceneggiatori. «Io che volevo una bella stagione su cui piangere che potesse coinvolgere un tema davvero importante per la società E INVECE DEVO VEDERE UN MASCHIO CIS ETERO PIANGERE PERCHÈ HA IL C***O PICCOLO», ha scritto una ragazza su Twitter. «La prossima stagione sarà sulle labbra sporgenti della vagina?», ha fatto eco un altro utente. «Fate tanto i paladini e le paladine battagliere contro gli stereotipi, i ruoli di genere, la cultura machista e ciseteropatriarcale e poi quando scoprite che la serie tratterà di un ragazzo a disagio con il proprio corpo per via delle dimensioni del proprio pene rispetto alle aspettative sociali, sapete solo fare bullismo?», ha scritto Turano nelle sue stories.

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Instagram Stories / @eropietro

Alla parola "micropene" c'è chi ha subito voluto banalizzare e ridurre la questione a una scelta stravagante e ridicola. Il pene e le sue dimensioni, però, come ha fatto notare lo stesso Bessegato, sono ancora un simbolo di mascolinità che si porta dietro rigide aspettative sociali e un modo di vivere la sessualità strettamente legato a stereotipi e ruoli di genere. Come ha sottolineato Turano, è proprio questa cultura, che si basa su una netta divisione tra mascolinità e femminilità a partire dai genitali, ad alimentare «meccanismi di potere». Questo porta a una sessualità che spesso non è volta al piacere e alla relazione, ma diventa terreno di sopraffazione o motivo di sofferenza personale. «Parlare di salute sessuale significa parlare anche di uomini che hanno un micropene o che pensano di averlo per via delle pressioni sociali», ha scritto l'attore, «ma significa parlare anche di identità, relazioni, benessere fisico, emotivo e psicologico. Significa domandarsi cosa debba significare essere uomini oltre la mascolinità tossica e il body shaming».