Quella fetta di mondo che è in spasmodica attesa del Natale ancora prima che scatti l'ora di Halloween ha notato, nel rinnovato catalogo di film in arrivo al cinema e sulle piattaforme di streaming, il trailer del reboot di Mamma ho perso l'aereo. Versione 2021, ovviamente, con un nuovo cast, una trama leggermente rivista rispetto al mitico originale anni Novanta con Macauley Culkin e una nuova casa, ovvero Disney+. C'è, ovviamente, chi si è risentito di questa operazione nostalgia che riplasma un classico della cinematografia natalizia. E chi si è detto invece curioso di questa nuova versione. Non possiamo negare però che siamo irresistibilmente attratti da certi prodotti che nascono in seno al marketing più spietato e finiscono tra le mani di chi li ha amati quando era bambino. Perché la nostalgia ci fa questo effetto?

Sempre sull'onda dei ricordi, a gennaio 2022 uscirà Scream, quinto capitolo della saga horror partita sempre negli anni Novanta. Qui non solo l'operazione di marketing riporterà al centro della scena la medesima sceneggiatura (gruppo di liceali terrorizzati da serial killer psycho) ma la macchina del tempo ci restituisce anche i protagonisti storici: Neve Campbell, Courteney Cox e David Arquette. Il cerchio, con questo cast così rassicurante, si chiude ancora una volta.

Non possiamo non citare il sequel di Sex and the city con il cast originale (meno una: Kim Cattrall), il reboot di Gossip Girl andato in onda su HBO Max (e in arrivo in streaming anche in Italia, su Sky e Now) e le varie operazioni che hanno ripreso in mano serie iconiche come Beverly Hills. E la reunion di Friends dove la mettiamo?

Anche se ci sembra di tradire certi ricordi e che alcune sceneggiature e trame non possano essere attualizzate, finiamo sempre a riguardare il passato che ritorna. Per questo ogni volta che passano Titanic in tv dobbiamo esserci per forza, anche se lo conosciamo a memoria e quel film non ci piace poi così tanto. E se facessero un reboot di Titanic? Storceremmo il naso, forse, ma poi finiremmo comunque davanti allo schermo per piangere davanti a Jack che muore.

Sequel, reboot, reunion, remake sono tutte parole che spingono l'acceleratore su un concetto: la nostalgia, in certi casi, può essere buona. La pandemia, come su tante altre cose della vita quotidiana, ci ha messo lo zampino: ad esempio secondo una ricerca su consumi e gusti degli spettatori americani in epoca Covid, è venuto fuori che una grande percentuale ha preferito rifugiarsi in vecchi show e puntate di sitcom già viste e riviste. Perché è rassicurante e ci riporta a un passato che non solo sappiamo controllare (visto che, tutto, è già successo) ma che è anche collegato a emozioni e sensazioni che tornano alla mente guardando scene, ascoltando soundtrack, ridendo insieme alle risate registrate delle comedy. E fanno bene a mente e cuore.

Un motivo per cui non ci sentiamo vulnerabili davanti alla nostalgia, fragili nel mostrare la debolezza e l'indulgenza nei confronti del passato, è che psicologicamente è una vera risorsa per affrontare il futuro, magari modificando comportamenti o rivedendo certi approcci per renderli più efficaci.

La nostalgia ci fa bene e ci riporta in un posto sicuro

Secondo il dizionario di Oxford la nostalgia « è un desiderio sentimentale o un affetto malinconico per il passato, tipicamente per un periodo o un luogo a cui associamo cose felici». Quanta meraviglia c'è in questa definizione? Se è vero che è il marketing a guidare le scelte di sceneggiatori e produzioni, che i corsi e i ricorsi storici ci fanno tornare ciclicamente al punto di partenza e che film come Mamma ho perso l'aereo sono intra-generazionali, dall'altro lato la voglia di ripercorrere cammini già battuti - tipica dell'essere umano - ha molto rilievo in operazioni come questa. Soprattutto in periodi di ansia, di preoccupazione o, in generale, di equilibri che si spostano, tornare dove siamo già stati è un conforto ancora più che rivedere sullo schermo vecchie glorie ormai appassite.

Diversi studi hanno parlato di nostalgia dal punto di vista neurologico: in certi casi è stata intesa come un modo per sfuggire alla noia; in altri come un buffering di esperienze passate che ci aiutano ad affrontare i drammi del presente. I risultati di queste ricerche puntano sempre sul valore positivo della nostalgia e degli effetti che ci regala.

Un po' di bene a Rachel di Friends, Kevin di Home Alone, Carrie di SATC lo vorremo sempre, ovviamente: non è tanto quello che sono oggi a farci stare bene, ma è ciò che erano per noi in passato a definire il nostro "rapporto" con loro. Per questo ci sentiamo terribilmente attratti da queste operazioni nostalgia e questo sentimento, sotto sotto, ci rende felici. E per questo andremo al cinema a vedere Scream 5 e butteremo un occhio sul nuovo Mamma ho perso l'aereo con quel sano senso di guilty pleasure che ci fa stare meglio, e va bene così.