Che l’acqua fosse nel destino di Raoul Bova lo si era già capito nel lontano 1993, quando l’attore spuntava tra le onde (più bello di un bronzo di Riace) in una delle scene cult di Piccolo Grande Amore, la pellicola che ha portato al successo l’allora 22enne la cui carriera, da quel momento in poi, ha letteralmente preso il volo portandolo a diventare una delle celeb maschili più amate. È così che a distanza di quasi 30 anni Raoul torna in acqua con il docu-film da lui diretto intitolato Ultima Gara, dove si intrecciano (come ha spiegato lui stesso in un post Instagram) “storie commoventi, che raccontano come alcuni incontri ti cambiano la prospettiva della vita”.

Vicende più o meno reali quelle portate sul piccolo schermo da Bova e che vedono protagonisti alcuni dei nomi più noti del mondo del nuoto made in Italy come quelli di Filippo Magnini, Massimiliano Rosolino (oggi inviato de L’Isola Dei Famosi) ed Emiliano Brembilla, ai quali si aggiunge quello di Manuel Bortuzzo, il 19enne che la notte del 3 febbraio è stato protagonista di una sparatoria che lo ha lasciato paralizzato e che ora lo vede lottare da due anni a questa parte contro un destino che sembrava ormai scritto ma che, grazie alla sua determinazione e l’incredibile tenacia, potrebbe non essere poi così certo. Una storia quella raccontata in Ultima Gara fatta di tanto sano sport, lealtà, amicizia e voglia di farcela, dove il personaggio di Manuel rappresenta “l’incontro speciale” che infonde ai 3 nuotatori la voglia di non mollare e di non arrendersi davanti agli ostacoli della vita, per quanto grandi possano essere.

In una società dove riuscire a superare le difficoltà sembra ormai essere diventata un’impresa impossibile, Bova ci mostra come la collaborazione e l’unione tra le persone possano ancora fare la differenza, dando ad ognuno di noi la possibilità di raggiungere obiettivi altrimenti impossibili. “Il nuoto è un serbatoio fantastico di lezioni” ha spiegato Raoul Bova, fresco fresco del successo della fiction di Canale 5 Buongiorno Mamma! e, si dice, pronto a sostituire Terence Hill in Don Matteo “In acqua non sono permesse distrazioni: devi essere profondamente presente a te stesso, connesso con la propria anima e con pazienza attendere il momento giusto”. Un film potente e commovente questo Ultima Gara dove è l’unione a fare la forza, in acqua come nella vita.

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