Il 1998 è un anno leggendario: in USA andava in onda per la prima volta il teen drama che più di tutti ha segnato (anche inconsapevolmente) la nostra adolescenza. Ma oggi è un giorno tristissimo per i fan di Dawson's Creek, che hanno appena appreso della scomparsa del suo protagonista, l'attore James Van Der Beek, mancato l'11 febbraio a 48 anni a causa di un tumore. Lascia la moglie Kimberly e sei figli.
- Gli attori di Dawson's Creek ieri e oggi
- Oggi lo sappiamo: Joey Potter di Dawson's Creek non sarebbe mai potuta essere il perfect match di Dawson
- Addio James Van Der Beek, l'indimenticabile Dawson di Dawson's Creek: aveva 48 anni
Cosa ci resta di Dawson's Creek?
Prendete un respiro bello forte, sono passati tanti anni per tutti: Joey ha abbandonato la scala con cui si arrampicava alla finestra del suo BF e ha cresciuto da sola la figlia Suri nel jet-set di Hollywood. E anche Pacey è andato avanti: Joshua Jackson - oltre a essere rimasto un gran figo - ondeggia tra serie tv di grande successo e rotture celebri (con Diane Kruger). E Jen, che avevamo lasciato in un mare di lacrime (le nostre) sul letto di morte? Michelle Williams continua a mietere successi da Oscar al cinema. Insomma, siamo andati avanti tutti, ma certe cose non possiamo dimenticarle, soprattutto se hanno a che fare il triangolo Dawson-Joey-Paecy.
Queste sono le 8 lezioni che abbiamo imparato dagli episodi di Dawson's Creek: all'epoca ci sembravano assolutamente plausibili, ma oggi?
1. Se hai una famiglia disfunzionale citala in ogni discorso per creare pathos
Joey non faceva altro che rimarcarlo: "Sono Josephine Potter, ho un padre in prigione, la mamma deceduta, una sorella incinta di un ragazzo di colore e vivo nella casa oltre il fiume, mica come voi, che abitate nelle ville della Capeside bene!". E funzionava, ogni volta, come un incantesimo: la povera ragazza senza un soldo ha rimorchiato più di tutte - forse più di Jen Lindley che veniva dalla città - dal professore universitario fino alla wannabe rockstar, passando per un gay non ancora dichiarato e due migliori amici che per lei si sono sfidati a duello. Il fascino della famiglia disfunzionale non delude, mai.
2. Se vieni dalla città hai solo un destino: diventare la più popolare (e odiata) della scuola
Jen arriva a Capeside, scuote il suo longbob (ma ai tempi come lo chiamavamo?!) e la sua gonnellina a fiori, sbatte le ciglia e dice: "Io? Vengo da New York!" e tutti innamorati di lei, dal quarterback a Dawson, che la inseguirà per tutta la prima stagione (e con vari ritorni di fiamma al college). Ovviamente tirandosi addosso l'odio della signorina con famiglia disfunzionale di cui sopra. Tutto torna.
3. Sii un po' imbranato e un po' folle e conquisterai la prof
16 anni, faccia da bambino, grande potenziale, Paecy che conquista la prof ultra trentenne semplicemente col suo essere imbranato? E ci mette pure pochissimo: cita due o tre film emblematici (tipo Il Laureato), le dimostra che sa essere tenace, che è giovane e inesperto ma ha un cuore d'oro, la porta in un luogo segreto e consuma questo amore proibito, rischiando espulsioni, licenziamenti e pubblico linciaggio e il gioco è fatto.
4. I ragazzi sono come Dawson... Aspetta, WHAT!?
Eccola, una verità che dobbiamo smentire, a costo di ferirci: non esistono ragazzi come Dawson, almeno non a 16 anni. Mentre frequentavamo il tipo della scuola che a malapena si ricordava del nostro anniversario, Dawson elaborava complicati assunti a proposito di film d'essai, futuro e rapporti d'amore e d'amicizia, con un linguaggio assolutamente inverosimile per un ragazzo della sua età, che avrebbe dovuto pensare solo ai videogiochi, al football e alle ragazze.
5. L'amicizia vince su tutto, a meno che non ci sia di mezzo una donna
Ma ci ricordiamo la sofferenza nel periodo di crisi tra Paecy e Dawson, quando i due migliori amici non si parlavano a causa di Joey? Quando gli equilibri erano irrimediabilmente rotti, Capeside non più così idilliaca e nel cuore non sapevamo se rimanere per sempre #teamDawson o ammettere che #teamPaecy era meglio?
6. Puoi arrivare ovunque, anche con addosso un pigiama di flanella
Guarda Joey cosa riesce a fare, indossando la sua peggiore tenuta da notte.
7. La pubertà non è quella cosa lì
Ora che possiamo guardarla a distanza di sicurezza possiamo ammettere con noi che no, la pubertà, l'adolescenza e quel periodo in cui ci si ritrova a cambiare a causa degli ormoni non è proprio come ce l'hanno raccontata gli amici di Capeside. Ma era bellissimo crederci.
8. Dramma, dramma e ancora dramma: istruzioni per l'uso
In un'epoca in cui chiedevamo al Mio Caro Diario l'affinità di coppia tra noi e il nostro compagno di banco, Dawson's Creek ci regalava un'emozione che non avremmo riprovato mai più: quella del dramma per ogni cosa. Quante volte abbiamo immaginato di vivere a Capeside, la città con più alta concentrazione di studenti del liceo paranoici, sedute con le gambe penzoloni sul molo o sul tetto di una casa - chi se ne frega del rischio di affogare in una palude o rompersi una gamba, è così drammatico! - a chiedere al nostro migliore amico che in realtà un po' amavamo: " E noi, cosa siamo noi?". Quante volte abbiam sognato di essere rapite da un ragazzo per tre mesi, di fuggire con lui sulla sua adorabile barca True Love e di tornare indietro alla fine dell'estate, incredibilmente ancora vergine (perché è vero amore, appunto, mica sesso tra adolescenti in preda alle fregole degli ormoni)? Quante volte abbiam desiderato avere un amico come Jack, uscire per una girls night out con Jen o per un cinema con Dawson, o magari bere una birra con Paecy? Sono passati secoli, ma certe cose non si possono dimenticare: la nostra formazione sentimentale è nata su quel pontile e questo fa parte di noi, anche se di acqua sotto i ponti (anzi, sotto il molo) ne è passata davvero parecchia.











