Raoul Bova torna in TV con I fantastici 5, la serie di Canale 5 dal 17 gennaio in prima serata. Per raccontare la fiction e confessarsi a cuore aperto ha scelto il salotto di Verissimo con Silvia Toffanin.
Si parla di sport ma anche d’inclusività perché racconta un gruppo di ragazzi disabili e alcuni degli attori hanno vissuto davvero le vicende che sono arrivate sul grande schermo, di cui l’attore è l’allenatore. «I ragazzi – spiega Bova – hanno sentito la responsabilità di quello che rappresentavano». Dopo la promozione, l’attore 52enne parla innanzitutto della madre: «Lei mi voleva vedere sorridere. È una cosa che mi ricorderò sempre, la sua voglia di prendere le cose con leggerezza e ironia, che non è superficialità. In questo momento della mia vita lo sto imparando a fare, per lei e anche per me. Papà e mamma hanno avuto momenti di crisi, lei voleva separarsi, voleva la sua indipendenza, andare a teatro, invece papà amava l’orto e la natura, ma il compleanno o la festa degli innamorati le faceva trovare i fiori. Mia madre voleva essere corteggiata e lui era innamorato, quindi faceva tenerezza». Il racconto continua: «Quando lui è scomparso, mamma era già un po’ ammalata, non stava benissimo, a un certo punto era un po’ affaticata, stanca di stare in questa vita, nell’ultimo periodo ha sofferto tanto».
Stando all’attore sono stati loro ad aprirgli un mondo di sentimenti: «Sull’amore mi hanno insegnato che è una cosa meravigliosa, sia verso una compagna, che verso i figli, sia verso la famiglia. È quello che ti dà il senso della vita, l’energia, ti ripaga degli sforzi e delle delusioni. È la cosa più importante e bella. Può essere declinato in un sorriso, in uno sguardo, anche un’attenzione che se ti vede affaticato ti chiede perché».
Cambiando argomento si parla della partner Rocio Munos Morales: «Lei è la persona che mi fa innamorare ogni giorno, mi fa scoprire ogni giorno cose nuove, ha un lato molto spagnoleggiante pieno di energia, io mi lascio trasportare. A casa con tre donne mi sento per la prima volta il re della giungla (con le due figlie, Luna e Alma, ndr).
«Con i due figli maggiori (Alessandro e Francesco, nati dal matrimonio con Chiara Giordano, ndr) non ho avuto fretta: all’epoca della separazione erano adolescenti ma li ho tenuti sempre per mano, ricordando loro che sono importanti tanto quanto le mie due figlie. Ho detto loro: quando vi sentirete di stare tutti insieme vi aspetterò. Dopo dieci anni hanno fatto un passo, poi un altro e poi una sera era il momento più bello della mia vita noi cinque insieme e parlavano tra di loro e scherzavano e ridevano, è stata una cosa davvero bella».










