L'ultima volta che Chappell Roan aveva annunciato un tour europeo, nel marzo del 2024, aveva pensato in piccolo: inizialmente sei date, in locali da poche migliaia di posti. Soltanto tre capitali europee – Parigi, Amsterdam e Dublino – e tre città britanniche – Londra, Glasgow, Manchester. Un tour, insomma, pensato per un fandom piccolo anche se affiatato. Il 30 maggio di quest’anno è tornata con un primo concerto a Varsavia, all’Orange Festival.
Questa volta è tutta un’altra cosa: undici concerti come headliner di alcuni dei festival più celebri del continente, dal Primavera Sound di Barcellona allo Sziget di Budapest. Ora a indossare cappelli e stivali da cowboy fucsia e a dipingersi la faccia come un clown triste in vista delle sue performance sono migliaia di fan. Ma, soprattutto, le sue canzoni le sanno a memoria milioni di persone. E non è una cosa da poco, dato che i suoi testi sono quasi sempre sfacciatamente e indiscutibilmente lesbici.
“The Giver”, il suo ultimo singolo, parla di una donna particolarmente brava a far godere la sua partner (con le mani o con uno strap-on, poco importa). Già “Femininomenon”, comunque, scherzava sul fatto che le donne fossero molto più capaci degli uomini a letto. In “Red Wine Supernova” parlava del fatto di voler far «cigolare il letto» con l’aiuto di una Magic Wand e un vibratore Rabbit. E pure nella canzone che più di tutte l’ha resa famosa, “Good luck, babe!”, Roan sfida la donna di cui è innamorata, che preferisce fingere di essere etero, a uscire con quanti uomini vuole, certa del fatto che non riuscirà comunque a dimenticarsi di lei.
Roan non è però l’unica popstar che nell’ultimo anno ha deciso di cominciare a parlare (e soprattutto a cantare) in modo molto esplicito e gioioso della propria vita sentimentale e soprattutto sessuale, senza nascondere che l’oggetto del suo desiderio sia un’altra donna. Dopo aver fatto un coming out che, a suo avviso, non sarebbe nemmeno stato necessario fare, Billie Eilish l’anno scorso prima ha pubblicato “Lunch” – una canzone in cui colleziona modi per dire, in modo non esattamente sottile, quanto vorrebbe praticare sesso orale alla donna da cui è attratta – e poi ha passato moltissimi concerti a cantare che Charli XCX è sicuramente etero, ma che sa bene di poterla chiamare in qualsiasi momento se dovesse cambiare idea.
Sembra che pure Miley Cyrus, che ha fatto coming out come donna bisessuale già un decennio fa, abbia deciso di esplorare maggiormente il suo lato saffico: in un’intervista a maggio ha detto che il suo prossimo album, Something Beautiful, sarà «il più gay» tra tutti quelli a cui ha lavorato finora.
E poi ci sono le Muna, Kehlani, Victoria Monét, Reneé Rapp e Towa Bird (che, tra l’altro, stanno insieme). Tutte e tre le cantautrici che compongono il supergruppo Boygenius, che ai Grammy del 2024 si sono portate a casa i premi per Best Alternative Music Album, Best Rock Performance e Best Rock Song, sono tornate a fare musica da soliste. Lucy Dacus è in tour in Europa quest’estate con un nuovo album, Forever is a feeling, in larga parte dedicato alla sua storia d’amore con Julien Baker, un’altra delle Boygenius.
Nel fandom si sospettava che le due stessero insieme da anni, ma hanno deciso finalmente di annunciarlo in una delle maniere più cool del mondo: in un’intervista di Dacus al New Yorker. Baker stessa ha pubblicato un nuovo album country, estremamente queer, insieme a un’altra cantautrice, Torres. E la terza Boygenius (che è anche la più famosa), Phoebe Bridgers, ha da poco annunciato che tornerà a breve con un nuovo album, a cui ha tra l’altro lavorato insieme a Sufjan Stevens, e che, quasi certamente, spezzerà il cuore a chiunque lo ascolterà.



















