Anno 2010, è il mese di agosto quando il mondo accoglie (e acclama) l’album di Katy Perry Teenage Dream. È l’opera della grande conferma: a poco più di due anni di distanza dall’uscita della hit "I Kissed a Girl", l’artista di Santa Barbara, California, classe 1984, dimostra di essere molto più di un fenomeno passeggero. Sforna brani che rimangono incollati in testa, è praticamente impossibile non imbattersi in un suo video, tutto sembra filare liscio come l’olio nella carriera di colei che è, ormai, una regina del pop. Sono trascorsi quindici anni e ora il The Lifetimes Tour di quella stessa star sta venendo sommerso da critiche e spesso associato al termine “flop”. Colpa di performance non azzeccatissime, di brani con meno mordente rispetto ai precedenti, o sono le aspettative del pubblico a essere cambiate?
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Katy Perry dal viaggio nello spazio al The Lifetimes Tour
Basta fare un breve giro su TikTok per rendersene conto: il The Lifetimes Tour di Katy Perry sta facendo discutere, con fan che continuano a sostenere la cantante e utenti che esprimono pareri decisamente negativi sulle recenti esibizioni della popstar. In sintesi, in tanti le hanno giudicate non all’altezza e sì, sul web c’è chi parlando del tour ha utilizzato il termine “cringe”. Insomma, sembrano trascorse ere geologiche dai tempi di "Roar" (invece no, era il 2013), canzone che faceva venire voglia di alzarsi dal divano e prendere in mano la propria vita ruggendo come leoni. Adesso, sembra che Katy Perry non convinca più come prima – ma la domanda a questo punto è: come mai?
Se vero è che non sono passati secoli da quando Katy Perry spopolava, vero è che sono trascorsi anni abbastanza da modificare gusti e, forse soprattutto, aspettative del pubblico. Katy Perry ha conquistato grandi platee con il pop e sta continuando a fare pop, ma l’audience di riferimento è, almeno in parte, cambiata. Ai tempi di "I Kissed a Girl" numerosi Millenials si apprestavano a sostenere l’esame di maturità, le canzoni più popolari del momento erano felice colonna sonora di giornate faticose, l’immagine di un’artista sorridente e piena di grinta era da ammirare sullo schermo della televisione. I social dovevano ancora prendere piede, gli artisti non interagivano con il pubblico su base regolare: erano le voci che cantavano le nostre canzoni preferite, iscritti in un'iconografia mitologica e inarrivabile.
Con la Generazione Z e la potenza di una comunicazione, quella social appunto, che ha parzialmente rotto la barriera tra artisti e pubblico, qualcosa sembra essere davvero cambiato. Le star della musica non sono chiamate “semplicemente” a conquistare un pubblico di ascoltatori, ma a interfacciarsi con le persone su piani che, spesso, vanno oltre quello musicale. E qui, le scelte possono fare la differenza. Il breve viaggio nello spazio a cui Katy Perry ha preso parte sul razzo Blue Origin nel mese di aprile è stato estremamente chiacchierato, non sempre in positivo. L’ironia generata dalla durata dell’esperienza (11 minuti) con ritorno sul nostro pianeta accompagnato da bacio al suolo da parte della cantante è ormai cosa vecchia per il web, che corre veloce. Ma non per questo dimenticata. Tutto ciò, in un periodo in cui le nuove leve della musica stanno conquistando la scena (vedere alle voci Gracie Abrams, Lola Young e Chappell Roan) e le giovani sì, ma della vecchia guardia per carriera, non mollano la presa, anzi, rilanciano (e qui, la mente corre veloce al The Eras Tour di Taylor Swift). La domanda sorge spontanea, così come il ritorno alla grinta di "Roar": Katy Perry ruggirà come una leonessa e troverà la chiave per (ri)conquistare il cuore di chi ne sta fortemente criticando il The Lifetimes Tour?












