La notizia della morte di Liam Payne, con le sue luci e le sue ombre, ha gettato il mondo della musica nel più totale sgomento: mentre si moltiplicano i messaggi di cordoglio dei suoi colleghi - Louis Tomlison, Harry Styles, Niall Horan e Zayn Malik, ex compagni di Payne nei One Direction, hanno pubblicato un messaggio di saluto individuale e un altro collettivo - amici e si cerca di capire la dinamica dell'accaduto, rimane sotteso, in un modo quasi tragico, che la vita di Liam è stata costellata di dolori e tormenti, molti dei quali causati dall'abuso di alcol e dipendenze. Su questo baratro che ti colpisce quando il successo ti travolge si è aperto anche Benjamin Mascolo, che mai ha nascosto il suo passato, i periodi bui, le fatiche intime e professionali che lo hanno portato, negli anni passati, ad allontanarsi dalla musica e dal percorso delineato insieme al collega e amico Federico Rossi. Benji e Fede che oggi sono pronti a tornare in scena insieme (il loro nuovo album Rewind esce il 25 ottobre), ce l'hanno fatta a superare gli ostacoli della fama; Mascolo oggi è sobrio, è sposato con una donna che lo sostiene (Greta Cuoghi) e ha saputo rialzarsi. Liam Payne invece non ci è riuscito. Così, in una lunga riflessione affidata al suo profilo Instagram, Benji ha raccontato di se stesso, di tanti altri come lui e di cosa si deve fare per «sopravvivere in questo caos».

«Ieri sera appena ho ricevuto la notizia mi sono aggrappato con tutte le mie forze alla mia sobrietà e alla consapevolezza che costruire una famiglia solida con mia moglie, lavorare su ciò che amo senza renderla una questione di vita o di morte e soprattutto mettere la salute mentale e fisica al primo posto, sono tutti passi fondamentali per vivere in questo caos. Siamo in tantissimi a lottare contro le malattie mentali a braccetto con tossicodipendenza», ha continuato Mascolo «ed è giusto che se ne parli e si cerchi di lavorare insieme per raggiungere una maggiore sensibilità sull'argomento».

Molto colpito dalla morte di Payne, Mascolo ha scritto che «Liam non è il primo e purtroppo non sarà neanche l'ultimo, ho paura che ne vedremo tanti altri nei prossimi anni, anche qui in Italia. Non sono qui a fare allarmismo, anzi, sono qui proprio a fare allarmismo, perché c'è una grandissima crisi del benessere mentale delle persone, e qui mi apro a tutti, non solo agli artisti e musicisti».

Su Liam ha aggiunto: «Non lo conoscevo, mi baso su quello che ha detto negli anni. Dal suo rapporto con alcol, dai tempi dei One Direction dove ha ammesso di salire spesso sul palco da ubriaco perché (parole sue) 'Era l'unico modo per dare un senso a quello che stava succedendo intorno a me'. E ancora i 100 giorni passati in un rehab center in Louisiana l'anno scorso per combattere i demoni delle sostanze».

Per Benji «sostanze e depressione vanno di pari passo» perché servono per «evitare disperatamente la realtà». Ma evitare la realtà, ha aggiunto, «è una soluzione a brevissimo tempo, come mettere un cerotto su una ferita in cancrena». Si tratta, per l'artista, di un «cocktail di vita irrisolta e sostanze insieme» che può accompagnarti «nel punto più basso della tua esistenza così velocemente che finché ci sei dentro quasi non ti accorgi nemmeno che sei in pericolo. Liam mi ha dato l'impressione di essere sempre stato un ragazzo molto sensibile, con un gran cuore, che però non era pronto a vivere ai 300 chilometri orari come ha fatto fin da quando ha iniziato la sua carriera».

«L'ho detto in passato e lo ripeto, nessuno ci insegna a gestire il successo, e il successo non è altro che un amplificatore di tutto ciò che c'è di bello o brutto nella vita. Purtroppo ogni generazione di artisti, anche la nostra, mieterà il suo numero di vittime a causa della salute mentale. Ho visto e vedo ancora tanti colleghi che sono in bilico, tra depressione e istinti suicidi, rischio di overdose e morte accidentale, ne conosco tanti e sono stato io uno di loro per diverso tempo». Poi l'artista ha concluso: «Ho una paura fottuta di ricascarci dentro come anni fa, ma questa paura mi tiene vivo, perché quando usavo sostanze la paura scompariva. E non avere paura ti porta a fare cose folli, a distruggere te stesso e le persone che hai intorno». E su Liam Payne ha scritto: «Avrà anche fatto tanti errori anche gravi nella sua vita, ma nessuno si merita di morire in quel modo».