«Sono una persona troppo ansiosa, non penso di essere forte abbastanza per diventare una star del cinema». A pronunciare queste parole è stato l'attore del momento, il britannico Josh O'Connor, che una star globale, ansia o no, lo è diventato davvero. Suo malgrado evidentemente. Dopo il commovente La Chimera firmato da Alice Rohrwacher e il successo di Challengers di Luca Guadagnino con Zendaya e Mike Faist, O'Connor si prepara a tornare sul set di due film molto attesi: The History of Sound con Paul Mescal, dramma ambientato durante la Prima Guerra Mondiale ma soprattutto Camere separate, ispirato all'omonimo romanzo di Pier Vittorio Tondelli e attualmente nelle prime fasi della produzione, in cui Josh, ancora una volta di musa di Guadagnino, racconterà tormenti e paure dello scrittore Leo, reduce dalla scomparsa del suo compagno. Se la sensazione generale è che O'Connor sia dappertutto è perché è proprio così: come molti attori della sua generazione è stato travolto dalla nuova wave hollywodiana che, nel giro di un decennio, ha plasmato una nuova cinematografia sui volti e sui corpi di interpreti capaci di raccontare il mondo, l'attualità, l'amore e il dolore come mai prima. Josh O'Connor è tra questi: ultimamente è ovunque e il futuro, nonostante la sua iper-dichiarata timidezza, sembra altrettanto denso di eventi, film e successi.
I critici internazionali e quelli nostrani ce la stanno mettendo tutta, intanto, per capire cos'abbia questo attore, 33 anni il 20 maggio, di così speciale. Oltre al fatto che è bravissimo, ovviamente e che su di lui hanno messo gli occhi non a caso i registi più acclamati. Esploso grazie al ruolo del principe Carlo nella terza e quarta stagione di The Crown, di O'Connor si decanta la normalità: si dice di lui che abbia rotto l'estetica da superuomo per anni associata agli attori che contano (basti pensare alla mascolinità di Brad Pitt e alla perfezione bionda di Leonardo di Caprio ai tempi d'oro), che con i suoi ruoli e il suo aspetto sia riuscito a scardinare la mascolinità tossica che impera al cinema. Non è bellissimo ma è stiloso, tanto che sui suoi look stanno scorrendo fiumi di inchiostro; non è uno che se la tira, anzi, ha raccontato al Guardian che preferisce curare le sue piante anziché stare sul red carpet. Chi ha lavorato con Josh, tipo Alice Rohrwacher, dice di lui cose strepitose. Tipo: «È una persona curiosa e generosa, ha un'immaginazione straordinaria, che è fondamentale quando si lavora con un attore perché non si tratta solo di corpi, portano con sé un mondo interiore. La sua immaginazione è come una foresta: è ricca, piena di vitalità, è libera. Ha un potenziale incredibile».
Il Guardian ha aggiunto che «O'Connor non emana le solite vibrazioni da star del cinema: se molti attori tendono a diventare più grandi e più carismatici dei loro stessi personaggi, lui riesce a scomparirvi dentro. Non senti mai di stare guardando Josh O'Connor in un film con Josh O'Connor». Va da sé che, in questo momento di grande evoluzione per la sua carriera, della vita privata dell'attore non si sappia quasi nulla: per anni è stato legato
Margot Hauer-King, sorella dell'attore de La Sirenetta Jonah Hauer-King, ma è da molto tempo che non si sa più niente dei suoi affari intimi. E va bene così, perché a Josh di essere celebre, di finire sulle prime pagine dei magazine e di essere inseguito dai fan per strada non importa nulla. È forse per questo che ci piace da matti? Non c'è una risposta sola, l'unica cosa che ci sentiamo di dire è che di Josh O'Connor e della sua attitude non ne avremo mai abbastanza.












