Sono a dir poco preoccupanti le statistiche del decimo rapporto dell'Istat sul Benessere equo e sostenibile in Italia. Nel 2022 solo il 51% delle donne si sentono sicure a uscire la sera da sole nella zona in cui vivono, soprattutto se si tratta di quartieri periferici e poco frequentati e illuminati. Questo vuol dire che una donna su due ha paura di uscire di casa senza qualcuno a farle compagnia. Una paura alimentata dai fatti di cronaca, dai racconti di brutte esperienze capitate ad amiche e conoscenti e dalla consapevolezza che le donne continuano ad essere il bersaglio preferito di violenza e soprusi.
L'ultima a denunciare pubblicamente la mancanza di sicurezza nelle strade e una cultura che legittima gli abusi sulle donne in determinate circostanze considerate attenuanti come la lunghezza dell'orlo di una gonna o il numero di drink ordinati al bancone, è stata Angelina Mango. «Sto andando in farmacia a piedi alle 22:30, volevo mettere i leggings ma ho messo un tutone largo. È possibile che debba avere così paura e che chiami gente a caso per non stare sola nel tragitto?», ha scritto su Twitter la cantante 22enne aprendo il vaso di Pandora su un'angoscia che accomuna la maggior parte delle donne (secondo lo studio di Hollaback! e Cornell University datato 2021 in 22 paesi tra cui l’Italia, l’84% delle donne ha subito molestie da strada prima dei 17 anni ndr).
«Abbiamo normalizzato la paura, ma la verità è che non ha niente di normale tutto ciò, niente», scrive una follower ad Angelina. «Ti giuro Angelina che sono così stanca di vivere sempre con la paura addosso, anche di giorno. Non ce la faccio più, non è sostenibile, non è possibile doversi guardare costantemente intorno e dubitare di qualsiasi persona si avvicini un po’ di più del solito», commenta un’altra. Le esperienze condivise nei commenti sono tante e diverse ma tutte con lo stesso comun denominatore: l'impotenza di fronte ad una violenza socialmente accettata e che non fa nemmeno più notizia.
A marzo 2021 era stata Aurora Ramazzotti a denunciare pubblicamente le prevaricazioni delle donne parlando di catcalling. Commenti volgari, gesti, fischi, occhiolini, clacson: molestie di cui le donne sono vittime ogni giorno e che ne limitano la libertà di essere e fare. Secondo l’organizzazione no-profit Stop Street Harassment, le molestie di strada riguardano l'83% delle donne e spesso possono «sfociare in comportamenti più minacciosi come lo stalking, l’aggressione o lo stupro».
«Possibile che nel 2021 succede ancora il fenomeno del catcalling?!», si chiedeva l'influencer sulle storie IG, «non appena mi metto una gonna o, come in questo caso, mi tolgo la giacca sportiva mentre sto correndo perché fa un caldo terribile, devo sentire fischi e commenti sessisti. A me fa schifo e se sei una persona che lo fa e stai vedendo questa storia, sappi che fai schifo». Parole che sono rimbalzate ovunque aprendo il dibattito e attirando purtroppo anche qualche polemica.
Anche Gaia, sorella di Tommaso Zorzi, ha voluto raccontare la sua esperienza #metoo sui social per mettere in guardia le ragazze dalla «droga dello stupro» e sensibilizzare sull'attenzione ad accettare drink da sconosciuti. «Durante il mio secondo anno di università a Maastricht ero uscita con le mie coinquiline per andare a ballare e stupidamente accettai dei drink da un gruppo di ragazzi che non conoscevo» ha spiegato la ragazza su twitter prima di raccontare la perdita di sensi e la corsa in ospedale, «trovarono nel mio sangue rohypnol, un sedativo conosciuto come date drug. Anni dopo questo locale di Maastricht chiuse dopo che questa cosa successe a più ragazze e si scoprì che erano i baristi a vendere queste sostanze ai ragazzi che frequentavano la discoteca».










