Fa sorridere ma anche riflettere la notizia secondo cui Spare, la biografia del principe Harry uscita a gennaio scorso, sarebbe il libro «più abbandonato in vacanza». Il titolo, parecchio bizzarro a dire il vero, se lo è guadagnato grazie a un video pubblicato su Instagram dal tour operator On the Beach Holidays, che segue strutture in diverse parti del mondo e si è accorta nei giorni scorsi delle centinaia di copie del libro lasciate dai clienti a bordo piscina, nelle camere degli hotel, persino nei cestini dell'immondizia. Il video, che ha ottenuto migliaia di visualizzazioni, svela in modo ironico il disinteresse delle persone nei confronti di un memoir che, a ridosso dell'uscita, aveva fatto parecchio discutere. «Abbiamo tentato di donarlo alle biblioteche, ma nessuno lo vuole», hanno scritto alcuni dipendenti del tour operator sui social.

La vicenda, di per sé divertente, in realtà è parecchio emblematica. Il principe Harry ha scritto Spare per riflettere su un lutto mai elaborato, quello della madre Diana Spencer, non solo per mettere in piazza tormenti personali e problemi con la sua famiglia. Il volume, quasi 500 pagine di accuse, ricordi e confessioni, era se non altro servito a dimostrare che Harry, nella sua fragilità e umanità, aveva avuto il coraggio di esporsi, regalando al mondo un invidiabile tuffo in quella incredibile vita apparentemente senza screpolature promossa dai Windsor.

Cosa rimane, dunque, di quello sfogo? «Harry è sperduto», riportano persone a lui vicine. «Ha perso i suoi amici di infanzia», ribattono altre voci, citando tutti i rapporti naufragati un po' per via della distanza geografica, un po' per le scelte prese dal principe in questi anni, via via sempre più lontane dal lifestyle britannico. Il Mirror ha riportato di una sorta di ribellione dei vicini di Harry e Meghan a Montecito, decisi a cacciarli da un vicinato in cui comunque, specialmente il duca di Sussex, non si sarebbe affatto integrato. E non si placano, ovviamente, le voci più dolorose, quelle di una crisi di coppia ormai profondissima che starebbe portando al divorzio dalla moglie, sempre più lontana da lui in termini di ambizioni professionali e aspettative di vita.

Quando si parla del principe Harry, la reazione è spesso di commiserazione, il commento più gettonato è: «Questo ragazzo non avrà mai pace». Perché è vero, il secondogenito di Carlo e Diana è un irrequieto, un'anima instabile. C'è chi dice che siano i geni Spencer, famiglia che per decenni è stata funestata da disequilibri intimi e familiari importanti; e chi, invece, lo definisce vittima degli eventi e di un ruolo, quello di ruota di scorta, appunto, cui non ha mai potuto sottrarsi fino al 2020, anno della rinascita.

Harry, però, nel 2020, quando ha deciso di prendere moglie e figli e trasferirsi in America, non è affatto rinato a vita nuova: ha semplicemente cambiato domicilio portando con sé un bagaglio di angosce di cui solo lui - né la moglie, né il fratello William, nessuno - conosce il peso. Divorzio o no, instabilità lavorativa o meno, ciò che rimane di Harry, oggi, è solo umanità: potrà pure aver detto tutto quello che aveva da dire nel suo Spare, ma di certo non ha finito di soffrire per i suoi tormenti. E per questo, in fondo, continuiamo a provare affetto per lui, nonostante gli errori, le parole di troppo e la presunzione di questi anni.