La denuncia ad Achille Costacurta dopo l’aggressione nei confronti di un agente della polizia si è diffusa rapidamente nei primi giorni del Salone del Mobile di Milano, generando non poca curiosità intorno al figlio 19enne della ex Miss Italia Martina Colombari e dell’ex calciatore del Milan Billy Costacurta.

Sebbene fino a qualche mese fa Achille fosse sempre rimasto lontano dalle luci della ribalta, nelle ultime settimane il nome del giovane Costacurta è entrato nei primi nomi delle ricerche su Internet poiché il ragazzo e la madre hanno preso parte all’edizione 2023 di Pechino Express, dove il duo "mamma e figlio" si era fatto notare per la complicità e l’affetto.

Ma non solo. Achille Costacurta è protagonista delle ultime notizie di cronaca da quando martedì notte ha dato in escandescenza all’intero di un taxi a Milano, costringendo l’autista a chiamare le forze dell’ordine. Secondo le ricostruzioni Achille Costacurta, appena tornato da una vacanza Tenerife, avrebbe chiesto di venire portato in un locale dei Navigli ma appena salito a bordo del mezzo avrebbe iniziato a importunare cicliti e passanti con urla e frasi sconnesse (si dice abbia anche gettato un paio di scarpe dalla macchina).

Il taxista avrebbe prima cercato di calmare il ragazzo chiedendo poi aiuto a una pattuglia della polizia che si trovava nei paraggi e che, dopo aver provato a tranquillizzare il 19enne, è stata protagonista di un’aggressione poi costata al figlio di Colombari e Costacurta una denuncia per resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Al momento non sono stati chiariti i motivi che abbiano portato Achille di Pechino Express a uno stato tale di alterazione, quel che è certo oggi è che alcune ore dopo il figlio di Colombari ha chiesto perdono via social. «Scusa», ha scritto Achille Costacurta su Instagram taggando nel post (con tanto di emoji a cuore) la Polizia di Stato. Un messaggio distensivo quello del 19enne ma che potrebbe servire a poco viste le accuse piuttosto gravi che, oggi, pendono sulla testa di Costacurta. Peccato che, però, l’istituzione coinvolta fosse la polizia locale, e non di Stato. Ma va bene comunque.