È difficile spiegare la potenza dell'energia di Lizzo dopo averla vista dal vivo. La rapper e cantautrice americana è celebre ovunque per la sua musica portatrice di un messaggio inclusivo ed empowering – che è un termine che non si può tradurre in italiano e che significa rafforzare il potere di scelta degli individui imparando a reputarsi adatti, capaci e preziosi. Quando la si incontra in carne e ossa, è come se quel messaggio positivo si materializzasse e pervadesse l'ambiente circostante. Mi lascia così il concerto di Lizzo che, con il suo Special Tour, è approdata al Forum di Milano il 2 marzo: ubriaca di positività.
La prima vibrazione l'ho percepita, a dire il vero, già sul vagone della metropolitana che mi portava ad Assago, quando mi sono resa conto che, nonostante la convinzione di essere come sempre in ritardo, ero circondata da Lizzbians [fan di Lizzo, NdA] che arrivavano al concerto con il mio stesso timing ma un mood decisamente più spensierato. Il legame tra la community e la sua cantante emergerà poi potentissimo durante l'esibizione: sono molti gli scambi fra la performer e il pubblico, terminati con un abbraccio con una fan in lacrime, per l'emozione. Sul palco arriva anche una bandiera dell'Italia, recuperata fra le prime file, in cui Lizzo si avvolge per intonare la sua ultima, attesissima canzone, "About Damn Time".
Il concerto di Lizzo è un susseguirsi di momenti divertentissimi, durante i quali si gode della sua voce possente, delle coreografie del sue ballerine, come lei stessa chiama «big girl», della sua ironia, della sua abilità di musicista quando, fra le urla dell'audience in visibilio, prende fra le mani il suo flauto traverso e inizia finalmente a suonarlo. A lasciare un'impronta nel cuore una volta giunta l'ora di abbandonare il palazzetto sono però i messaggi che Lizzo, come un'ambasciatrisce in paillettes, porta a chi ha la fortuna di assistere alla sua magia.
«Per chi è stato denigrato per il suo aspetto fisico, per chi è stato trattato male perché ha espresso la sua individualità. Oggi sono qui per ripetervelo, nel caso nessuno ve lo avesse detto: siete speciali. La vostra vita conta. La vostra identità è preziosa. Avete bisogno di questo messaggio: siete speciali. Tu sei speciale», ricorda Lizzo ai fan emozionati. Non dimentica poi di chiamare a sé i diversi membri nel pubblico: «Alle donne nere, alle big girl, a tutta la comunità LGBTQ+. Siamo tutti gay! Siamo tutti 100% troie! Siamo liberi!» grida mentre la platea le fa eco.
Anche i look dall'artista, energici e teatrali, diventano simbolo di inclusività, body positivy e self-care. Apre una tutina aderente con inserti nude a risaltare il rosso glitterato dei dettagli, seguita da un'altra tuta nude, questa volta a tinta unita, sulla quale sono proiettati fasci di luce che creano prima fantasie colorate, poi un palette totalmente nera con il contrasto di una scritta bianca che recita «My body is my choice». Anche l'ultimo outfit non rinuncia né ai glitter né allo slogan: l'abito cortissimo e sberluccicante riporta tutti i colori della bandiera arcobaleno, la stessa che viene sventolata da ogni settore del Forum.
Sarà che il suo Special Tour arriva in coda a una settimana della moda che, per quanto ricca di novità e collezioni sorprendenti, sembra aver fatto un passo indietro per ciò che riguarda la rappresentazione dei corpi, a esclusione di pochi casi, su tutti quello del casting di Marco Rambaldi. Sarà che la conversazione attorno ai diritti delle donne sul proprio corpo si fa più calda alla luce dell'arrivo dell'8 marzo. Sarà che sentirsi adeguati al mondo e fiduciosi e positivi verso il proprio futuro non è mai stato così difficile come a fronte di due anni di pandemia, lo scoppio di una guerra, la crisi economica dilagante. Ma dopo dopo aver cantato e ballato con lei e il suo pubblico, non resta che pensare: più Lizzo per tutti.














