Coachella ha già regalato momenti iconici: Justin Bieber che canta le hit su YouTube che lo hanno lanciato, il debutto live di Sombr e Addison Rae che porta sul palco Maddie Ziegler per ballare insieme Aquamarine. E domenica sera, durante il primo weekend, Karol G ha fatto la storia salendo sul main stage come prima artista latina headliner nei 27 anni del festival. Io, da fashion editor, non ho potuto fare a meno di notare le sue sneakers.

Preparandomi anche io per il festival, ero indecisa tra due opzioni: stivali in pelle o Reebok Classics bianche. Alla fine hanno vinto le sneakers — i miei piedi già “sentivano” la giornata lunga che mi aspettava, e in più erano perfette con un look senza troppi sforzi: top di paillettes, jeans strappati e calzini rosa trasformati in scaldamuscoli.

Ho mandato una foto a un’amica e la risposta è stata: “hot stuff”. Esattamente la dose di approvazione che mi serviva per uscire di casa!

Feet standing on grass wearing distressed jeans and sneakers.
Courtesy of Jessica Neises
Person standing on green grass with palm trees in the background
Courtesy of Jessica Neises

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Al Coachella, in molti sembrano aver seguito lo stesso impulso stilistico: viva la semplicità. Kendall Jenner, presenza ormai fissa del festival e avvistata quest’anno mentre si baciava con Jacob Elordi, ha puntato su un look essenziale fatto di canotta bianca e pantaloncini. Il terzo giorno, Alix Earle ha invece scelto una felpa oversize, abbracciando un mood rilassato e senza troppi pensieri. Tra il pubblico e sui social è tornata anche una forte nostalgia per lo stile dei primi anni 2000. Infatti immagini iconiche come Kate Moss a Glastonbury nel 2003 con canottiera, micro shorts, cintura borchiata e stivali Hunter infangati sono tornate a circolare come riferimento estetico.

Anche nelle chat di gruppo del Coachella sono apparse foto d’archivio di Vanessa Hudgens e Zac Efron nel 2007 accompagnate da messaggi del tipo «questo è il moodboard ufficiale».



Le sneaker bianche si inseriscono perfettamente in questo filone estetico (oltre a essere la scelta più sensata per chi vive davvero il festival). Siamo nel deserto, chilometri di cammino sotto il sole, tra polvere e palchi distanti anche 2,4 km dall’ingresso.

Quando il nostro contapassi ne segna 17.745, con le suole ormai consumate dalla giornata, Karol G sale finalmente sul palco. La scenografia è imponente, quasi cavernosa: massi, scalinate, riflessi metallici e una band mariachi interamente femminile in completo blu royal. Tra i momenti più spettacolari, una sequenza acquatica con le ballerine coreografata da Parris Goebel, tra le più sceniche e coinvolgenti viste in un festival. A metà esibizione arriva anche un cambio look. Karol G indossa un paio di ginniche argentate personalizzate. La scelta non è casuale, visto il suo ruolo di ambasciatrice globale del brand in occasione del rilancio delle Reebok Classics, e si integra perfettamente in uno show già molto costruito visivamente. Sul palco sale a sorpresa Becky G per "Mamiii". Nel frattempo il pubblico (con i piedi stanchi ma ancora in piedi, dopotutto) continua a ballare come se la giornata non fosse mai stata così lunga.

Le performance davvero riuscite al Coachella hanno una caratteristica precisa. Quale?Fanno sparire la fatica accumulata dopo ore in piedi sotto il sole. Lo show di Karol G è rientrato pienamente in questa categoria. Un'esibizione che, per intensità e impatto, può essere paragonata (almeno per chi scrive) al set di Beyoncé del 2018, l'ultima volta in cui l'energia del pubblico è sembrata totalmente guidata da chi era sul palco.

Sul finale, Karol G si è rivolta alla platea in inglese, dopo aver cantato quasi interamente in spagnolo. «Sono Carolina Giraldo di Medellín, Colombia. E oggi sono la prima donna latina a essere headliner al Coachella». Dopo una breve pausa ha aggiunto: «Mi sembra… tardi», prima di dedicare lo show alla sua comunità. Tra il pubblico, le bandiere di Colombia, Porto Rico, Messico ed El Salvador si sono alzate insieme, trasformando il concerto in un momento collettivo. Il finale ha chiuso idealmente il cerchio con il messaggio che aveva attraversato tutta la performance: Latina forever.

DaCosmopolitan US
Traduzione e adattamento a cura di Luca Guarneri