Il tribunale social ha assolto Blanco per il rose-gate in men che non si dica: è bastato che qualcuno paventasse l'ipotesi che fosse, in realtà, tutto premeditato e che il cantautore si scusasse con un post su Instagram. Per il resto, a Sanremo vale tutto, l'importante è memare. E Su Blanco con la gamba alzata a prendere a calci le rose sul palco di Sanremo si è, in effetti, memato alla grande. Il gesto goliardico (?), però, non è piaciuto a tutti: il pubblico ha fischiato, i sanremesi si sono indignati, ma soprattutto è arrivata puntuale una segnalazione dal Codacons e ora Blanco è indagato dalla Procura di Imperia per «danneggiamento».
Per i pochi rimasti che non lo sapessero, Blanco è stato ospite della prima serata del Festiva di Sanremo. Mentre cantava il suo nuovo singolo "L’Isola delle rose" ha avuto un problema tecnico che l'ha, a quanto pare, fatto innervosire e fatto propendere per un diversivo: si è messo a prendere a calci l'allestimento floreale sul palco. «Non sentivo in cuffia, non potevo cantare», ha spiegato l’artista ventenne mentre Gianni Morandi ripuliva il disastro, «Ma almeno mi sono divertito, la musica è anche questo».
Il Codacons, però, non l'ha presa con altrettanta leggerezza. Performance, goliardia o cattiva gestione della rabbia poco importa, l'esposto è stato presentato alla procura di Imperia e alla Corte dei Conti. «Blanco sarà chiamato a risarcire i danni prodotti alla Rai e a rispondere del reato di danneggiamento», aveva scritto l'ente per la tutela dei diritti di utenti e consumatori in una nota, il giorno dopo l’accaduto, «Oltre all’aspetto penale, la distruzione operata ieri da Blanco ha prodotto un evidente danno economico ai cittadini: la scenografia dell’Ariston è infatti pagata dagli utenti italiani che finanziano la Rai attraverso il canone, e il danneggiamento a vasi e fiori ha determinato uno spreco di soldi pubblici che ora l’artista dovrà risarcire». La richiesta, quindi, è stata quella di aprire un'indagine per reato di danneggiamento, oltre a valutare sul piano contabile il «ristoro dei danni erariali». La Procura ha aperto un fascicolo e ora starà alla Rai chiarire quali fossero gli accordi per il chiacchieratissimo fuoriprogramma.












