Doveva essere il primo, grande evento in solitaria della regina consorte Camilla a Buckingham Palace, un incontro con al centro l'importante dibattito sulla violenza di genere in compagnia di 300 ospiti, tra membri di associazioni benefiche e sopravvissute ad abusi e molestie, oltre che di regine e principesse in arrivo da tutta Europa. Si è rivelato, invece, uno smacco incredibile per il regno di Carlo III e consorte, con tanto di dimissioni obbligate di uno dei membri più importanti della corte, lady Susan Hussey.
La ragione della disfatta è finita sulle prime pagine di tutto il mondo: lady Hussey, 83 anni, che è stata lady-in-waiting e grande confidente della regina Elisabetta ed è una figura di spicco nella famiglia reale da decenni (è anche tra le madrine di battesimo del principe William) ha infatti intrattenuto una'imbarazzante conversazione con una delle ospiti dell'evento presieduto dalla regina Camilla, Ngozi Fulani, direttrice dell'associazione Sistah Space. Conversazione che poi è stata riportata integralmente dalla malcapitata su Twitter, la quale ha aggiunto di essersi sentita umiliata dalle insistenti domande della lady sulla sua provenienza.
«Questo non è un problema legato a una sola persona, ma una forma di razzismo istituzionalizzato», ha detto Fulani al Telegraph, aggiungendo inizialmente di non aver ricevuto scuse ufficiali per l'accaduto. Richiesta subito accolta dagli uffici di Kate e William del Galles, attualmente impegnati in un tour di tre giorni a Boston, che, tramite portavoce, hanno fatto sapere di non poter tollerare simili avvenimenti.
«Il razzismo non può avere posto nella nostra società. Quei commenti sono inaccettabili, è giusto che la persona in questione paghi per ciò che ha fatto». Ed ecco che, dopo le parole dure del principi di Galles, sono poi arrivate le scuse ufficiali da palazzo, con tanto di news sulle dimissioni obbligate di lady Hussey.
«Prendiamo queste cose molto seriamente», si legge nel comunicato. «E confermiamo che questi terribili commenti sono stati davvero pronunciati. Abbiamo dunque invitato la signora Fulani per parlarne apertamente. Allo stesso tempo, la persona coinvolta si scusa per l'accaduto e per il dolore causato e ha scelto di dimettersi dal suo ruolo onorario». Nel messaggio si legge che tutto lo staff della Royal Household è stato invitato a rileggere il vademecum sull'inclusione diffuso tra chi lavora per la famiglia reale. Già nel 2021, infatti, la royal family aveva confermato di non ritenere abbastanza inclusiva la corte, soprattutto dal punto di vista dell'origine geografica del suo staff e aveva assunto un Diversity Manager per garantire eterogeneità e pari diritti a tutti i lavoratori e agli ospiti delle residenze reali.
Una presa di coscienza, però, non proprio spontanea. Il caso Hussey, infatti, ha riaperto il vaso di Pandora sulle accuse lanciate da Harry e Meghan del Sussex alla famiglia reale dal salotto di Oprah Winfrey, nell'ormai famosissima intervista del 2021. In quell'occasione, i duchi avevano ammesso di aver ricevuto commenti razzisti sull'eventuale colore della pelle dei loro figli da parte di un non precisato membro della corte britannica. A lungo si è pensato che a macchiarsi dell'onta fosse stato il papà di Harry, oggi re Carlo, con voci insistenti che invece puntavano il dito sulla moglie Camilla.
Il principe William aveva risposto alle accuse pubblicamente, affermando che la famiglia reale non fosse in alcun modo razzista. E la questione, pare indagata tramite indagine interna, è caduta nel dimenticatoio, almeno a corte. Harry e Meghan, però, il 6 dicembre riceveranno a New York un premio per il loro impegno nella lotta alla discriminazione, segno che, quelle parole, almeno in altre sedi, non sono state dimenticate. Certo è che l'ambiente aristocratico britannico è noto per l'atmosfera elitaria che si respira nei suoi circoli più eletti. E che l'accusa della signora Fulani non ha poi sorpreso così tanto i cronisti che si occupano di royal family, almeno a leggere i commenti internazionali sulla vicenda.
All'annuncio delle dimissioni di lady Hussey, inoltre, molti utenti sui social hanno cominciato a rivangare la posizione dei Sussex con commenti a loro favore. «E se Harry e Meghan avessero ragione?», ci si chiede insistentemente. Difficile che sarà data una risposta ufficiale, ma la partita verso una rivoluzione culturale a questo punto necessaria è ancora tutta da giocare.













