Tutto ha avuto inizio con l'annuncio che il principe Harry avrebbe aperto le porte dei suoi Invictus Games, i giochi paralimpici che ha fondato un decennio fa per i veterani di guerra, alle telecamere di Netflix, per raccontare le storie degli atleti e le loro incredibili risorse a una platea mondiale. Quel progetto, però, nei mesi si è tramutato in una docu-serie sulla vita di Harry e Meghan - oppure lo ha sostituito, perché dello show sugli Invictus non si è più saputo nulla - che, secondo le ultime news, dovrebbe uscire nei primi mesi del 2023 su Netflix, a ridosso del lancio della prima biografia del principe Harry, Spare. Il minore (dal 10 gennaio, in Italia edito da Mondadori).

Considerati i rapporti tesi con l'azienda che hanno portato a un rinvio non proprio auspicato da Netflix per il lancio della serie, a una modifica dei contenuti in fase di post-produzione e a revisioni continue da parte dei Sussex, questo progetto non nasce sotto una buona stella: il Sun ha riportato che Garrett Bradley, inizialmente designato come regista della docu-serie, ha mollato il set per incompatibilità. Pare, infatti, che Harry e Meghan gli abbiano negato l'accesso nella loro casa di Montecito (quella da cui starebbero cercando di traslocare a favore di una mansion ancora più grande) per filmare scene di vita quotidiana con i figli Archie e Lilibet. E che questo divieto abbia fatto infuriare il regista, che, evidentemente, aveva in testa un preciso taglio per il documentario.

Per superare questa impasse nelle riprese, che vanno avanti ormai da due anni, è poi arrivata Liz Garbus, la regista che ha firmato il progetto e ha seguito la coppia nelle loro avventure lavorative in giro per il mondo, da New York a (si pensa, ma non è stato confermato) Londra, dove i Sussex si trovavano nei giorni della morte della regina Elisabetta. Meghan Markle, nella sua recente intervista con Variety, ha detto che si sono affidati a Garbus per raccontare la loro storia d'amore, senza però entrare nel merito dei contenuti.

Di speculazioni, sul taglio di questo documentario, ne sono state fatte tante: il Los Angeles Times, a maggio scorso, insinuava che si trattasse di una sorta di The Kardashians, ma nella sua intervista Meghan ha fatto intendere tra le righe che il tono del documentario non sarà affatto incentrato su gossip e retroscena della loro vita privata, quando sui loro progetti filantropici e professionali. Da Netflix, intanto, vige il più stretto riserbo: sul titolo del progetto, ancora misterioso, sulla data di uscita, sul contenuto e sul numero di episodi.

A corte, re Carlo III teme il peggio

A Londra, intanto, pare che re Carlo III sia sul piede di guerra e pronto a dare battaglia al secondogenito se il contenuto del documentario risulterà troppo sgradevole nei confronti della famiglia reale. Se già non ci penserà la biografia, ovviamente, che, essendo un progetto molto intimo e atteso, rischia di provocare una detonazione non indifferente nella sfera privata dei royals.

Diverse fonti hanno anticipato che il re sarebbe pronto a strappare il titolo di duca di Sussex al figlio nel caso in cui il contenuto del suo memoir fosse troppo spiacevole. Il documentario di Netflix su Harry e Meghan è ancora troppo nebuloso per poter fare delle congetture, ma rischia di essere altrettanto controverso. Non ci resta che attendere la release, che getterà nuove ombre sui rapporti già tesi tra Carlo e i suoi figli.