I primi anni Novanta, inquadrati con cura nella quinta stagione di The Crown, sono stati quelli che, più di tutti, hanno dato filo da torcere alla regina Elisabetta e ai suoi parenti: divorzi reali, interviste al veleno in tv, incendi disastrosi (quello al castello di Windsor, nel 1992) sono gli ingredienti principali del copione di Peter Morgan. Che, nel nuovo capitolo della serie, avanza fino al 1997, anno della morte di lady Diana, per raccontarci luci e ombre dei Windsor.
Sono gli anni, quelli, della crisi della figura dell'allora principe di Galles Carlo, l'eterno erede al trono, il primogenito in attesa della corona, frustrato da un matrimonio infelice e da una relazione con Camilla Parker Bowles che non poteva essere resa nota. La coppia, che già arrivava dallo scandalo del Tampongate scoppiato nel 1993, è stata poi fortemente minata dalle parole confidate a Diana nella famosa intervista della BBC a Martin Bashir: sulle conseguenze di quel dialogo The Crown si sofferma parecchio, presentandoci anche la figura che più di tutte ha contribuito a riabilitare l'immagine pubblica del principe Carlo e della sua amante, ovvero Mark Bolland.
Bolland è arrivato a Buckingham Palace - o sarebbe meglio dire ad Highgrove, casa del Gloucestershire dove ancora oggi re Carlo III si ritira, rigorosamente senza la moglie Camilla - per salvare la reputazione della coppia, con due obiettivi: pulire l'immagine del principe, macchiata ormai di tradimento ai danni di una donna molto fragile e aiutare Camilla a entrare nel cuore della gente, non più solo come "l'altra donna" ma come possibile futura regina consorte.
Oggi sappiamo che il piano è riuscito - Carlo è diventato re l'8 settembre alla morte della madre e Camilla, a tendere, non sarà più solo la moglie del sovrano ma solo "la regina" - ma, nel 1996, anno in cui lo spin doctor Bolland è entrato nella vita della coppia, questo esito non era così ovvio. Anzi, sondaggi e opinione pubblica erano contro il figlio di Elisabetta, reo di aver portato avanti una relazione extraconiugale sotto il naso dei sudditi, per di più rendendo infelice una donna come Diana.
Nel 1997, Bolland è diventato vicesegretario del principe di Galles, ruolo che ha mantenuto fino al 2002, quando ha deciso di aprire uno studio tutto suo. Ancora adesso è considerato il professionista che, in particolare dopo la morte di Diana nel 1997, evento che ha acuito ulteriormente i sentimenti negativi degli inglesi nei confronti del principe Carlo, ha contribuito a rimettere insieme i cocci del suo lavoro, ripulendone la reputazione, investendo sugli interessi di Carlo e costruendo, di fatto, la forza della nuova coppia reale agli occhi del mondo.
Su consiglio di Bolland e del suo team, Carlo in quegli anni ha svecchiato la sua immagine incontrando miti della cultura e della musica pop come le Spice Girls e Jennifer Aniston; a lui si devono anche le prime foto ufficiali di Carlo e Camilla, nel 1999, scattate fuori dall'Hotel Ritz (dettaglio considerato curioso e un po' macabro dai fan di Diana, che proprio dall'hotel della stessa catena, a Parigi, è uscita per l'ultima volta in quella notte di agosto del '97): tutto organizzato a favore di paparazzi, ovviamente, in un momento storico in cui i sondaggi cominciavano ad aprirsi alla possibilità che Carlo si risposasse.
Prima di lasciare l'entourage del principe di Galles, ha anche aiutato i suoi figli, William e Harry, ad ambientarsi nelle rispettive scuole e a destreggiarsi con la stampa: un compito che ha impostato i successivi approcci dell'attuale principe di Galles e del duca di Sussex con media e tabloid.














