Ci hanno provato le biografie, a svelare i segreti di Diana Spencer, e ci proverà The Crown 5, in streaming dal 9 novembre su Netflix, con una stagione quasi interamente incentrata sul dramma reale dei principi di Galles nei primi anni Novanta, a scavare ulteriormente nel passato perpetuo di una donna la cui morte ha segnato la fine di un'epoca.
Nella quinta stagione della serie sulla royal family, compariranno gli uomini i cui nomi saranno per sempre legati a quello di Diana: Dodi Al-Fayed, l'imprenditore e produttore televisivo egiziano con il quale la principessa di Galles è morta il 31 agosto 1997 e con cui aveva trascorso un periodo di vacanza a bordo di uno yatch nei giorni precedenti; e Hasnat Khan, il chirurgo pakistano con cui Diana aveva avuto una relazione segreta e profonda negli ultimi due anni della sua vita, terminata proprio a ridosso di quell'estate che le fu fatale. Le cronache, la narrazione di quelle ultime settimane, il gossip, ci ha sempre restituito il racconto di una storia d'amore, quella tra Diana e Dodi Al-Fayed, in pieno idillio: ci sono monumenti, statue e libri che hanno perpetrato a lungo l'intensità dell'amore tra i due.
In The Crown 5, la famiglia del multimilionario Mohamed Al-Fayed, padre di Dodi, viene dipinta come un clan desideroso di avvicinarsi alla monarchia britannica attraverso l'amicizia con la principessa di Galles. E così, in realtà, ci riportano pure le biografie più attendibili sulla vita di Diana, che svelano dettagli di quella turbolenta estate del 1997 in cui, tra vacanze con i figli allora adolescenti William e Harry, funerali dolorosi (quelli di Gianni Versace, scomparso a luglio dello stesso anno), campagne umanitarie e vacanze incredibili, la principessa ha perso la vita. Al-Fayed senior, che negli anni successivi alla scomparsa della coppia è stato grande promotore delle teorie del complotto che mettevano Diana e Dodi al centro di una cospirazione britannica per eliminarli entrambi, è stato in realtà il primo a suggerire al figlio di incontrare la principessa di Galles, in quei giorni agosto, per «portarla in giro e animarla» a bordo dello yatch Jonikal. Acquistato, pare, per impressionare la reale.
Nella biografia di Tina Brown, The Diana Chronicles, si legge che ai tempi della sua morte, Diana fosse ancora profondamente innamorata del chirurgo pakistano Hasnat Khan, che la principessa aveva conosciuto due anni prima per caso e di cui si era invaghita. Lo chiamava «la mia persona», ne aveva conosciuto la famiglia, aveva persino adibito per lui, nelle stanze dell'appartamento di Kensington Palace dove viveva, un angolo per il relax. Un uomo serio, come lo descrivono ancora oggi le cronache e come si evince da una delle poche interviste mai rilasciate dall'uomo dopo la morte di Diana: sia per questioni religiose, sia per i suoi principi, Khan aveva imposto all'amante di andarci piano fino alla completa risoluzione del suo divorzio con Carlo d'Inghilterra, poi formalizzato nel 1996.
Di lui, Diana diceva: «Tutti vogliono vendermi, ma Hasnat non lo farà mai». Nessuno sapeva e tutti sapevano di questa relazione che aveva fatto rifiorire la principessa dopo gli anni tumultuosi dell'addio a Carlo. Finita per distanze inconciliabili tra i due - tra le altre cose, Diana avrebbe voluto sposarsi segretamente, mentre Hasnat mai avrebbe potuto, per questioni culturali e religiose - l'addio tra i due risale proprio a quel fatidico luglio del 1997: una fine bruciante, che, secondo alcuni analisti reali, avrebbe portato Diana a vendicarsi di Hasnat mostrandosi libera, felice e apparentemente rilassata in giro per l'Europa.
L'incontro tra Diana e Dodi Al-Fayed è, dunque, frutto del caso, di un mero scambio di favori: Mohamed cercava amicizie potenti nella famiglia reale per integrarsi ancora di più nell'establishment britannico, Diana ambiva la privacy della sua mega villa a St.Tropez e voleva mostrare ai giornalisti quanto fosse libera e contenta. L'ultimo incontro di Diana e Hasnat risale alla fine di luglio, a Londra. Alla polizia, durante una delle sue deposizioni, di quell'ultimo appuntamento il chirurgo dirà: «Era diversa, sapevo già che c'era qualcosa che non andava». Dal canto suo, la principessa di Galles aveva raccontato a diverse amiche che l'incapacità di Hasnat di impegnarsi pubblicamente con lei e il fatto che non volesse sposarsi in segreto la irritava e che gli incontri con Al-Fayed erano solo un modo per lanciargli dei messaggi.
Il resto è storia: la narrazione su quella morte e su quell'ultima estate, ci ha consegnato il ricordo dell'amore di Diana sbagliato. Sarà The Crown 5 a doverla riscrivere, sperando che non devi dalla verità.














