La vita di Mahmood diventa un film, o meglio un documentario che ripercorre la giovane ma già ricca carriera del cantante 30enne salito al successo grazie al brano “Soldi”, cantato per la prima volta nel 2019 sul palco di Sanremo dove, nel 2022, si è esibito insieme a Blanco sulle note di “Brividi.

Il film Mahmood del regista Giorgio Testi, nelle sale cinematografiche fino al 19 ottobre per poi arrivare in streaming su Amazon Prime Video subito dopo, è raccontato dalla voce di Alessandro Mahmoud (vero nome dell'artista), la cui testimonianza viene arricchita dalle parole di alcuni amici e colleghi come Blanco, Dardust e Carmen Consoli.

All’interno del documentario si svelerà la vita del cantante di “Barrio” partendo dalla sua infanzia nella periferia milanese per poi passare all'arrivo nel mondo della musica, fino ad arrivare al successo che lo ha reso uno degli artisti italiani più amati, anche all’estero. È una vita piena quella di Mahmood che, con questo documentario, è pronto a mettersi a nudo con incredibile umiltà mostrando la parte più autentica (e forse ancora poco raccontata) di Alessandro.

«Un docufilm con solo due album pubblicati può sembrare ambizioso», ha ammesso il 30enne durante la sua ospitata alla trasmissione radiofonica Deejay chiama Italia: «La cosa figa è che esce tanto di me. Cerco sempre di dire tutto attraverso le canzoni e la musica, ma non so cosa posso sembrare da fuori», ha ammesso Mahmood (tra i concorrenti di X Factor del 2012), poco avvezzo a raccontarsi davanti alle telecamere e, soprattutto, a mostrare le persone a lui più vicine a iniziare dalla madre Anna, la donna più importante della vita dell’artista, il quale l'ha voluta al proprio fianco sul red carpet della Festa Del Cinema Di Roma 2022.

«La vera star del film è mia mamma. Non ha mai fatto questo lavoro ma quando è davanti a una telecamera riesce a essere diretta e sincera come se stesse parlando a te. È una cosa che vorrei imparare da lei, la spontaneità», ha svelato il cantante di “Inuyasha” che, nonostante la popolarità, si sente ancora un po’ in difficoltà davanti alle telecamere.

Un imbarazzo che svanisce immediatamente non appena il 30enne sale sul palco per esibirsi, come accaduto quest’anno in occasione del tour che lo ha portato in giro per il mondo a iniziare dal concerto tenutosi al Bataclan di Parigi. «È stato molto forte suonare lì. Anche tornare a suonare all’estero come a Londra e ad Amsterdam. Nel documentario ci sono i pezzi più forti del tour estero, ma anche di quello italiano», ha aggiunto l’artista che, sul finale dell’intervista, ha svelato di essere (quasi) pronto per pubblicare della nuova musica.