Disclaimer: questo articolo è stato aggiornato il 14 ottobre 2022
L'era di re Carlo III è iniziato in un giorno di settembre, nel momento esatto in cui il mondo è dovuto venire a patti con la scomparsa della regina Elisabetta sua madre. Dopo il periodo di lutto, giorni frenetici nei quali l'operazione unicorno (da attuare in caso di morte della sovrana fuori dai confini dell'Inghilterra, come in effetti è accaduto) e l'organizzazione del mastodontico funerale di Stato della regina hanno richiesto lo sforzo congiunto di centinaia di collaboratori della Corona, la famiglia reale britannica è tornata al lavoro, tra impegni filantropici e la pianificazione del prossimo, grande evento, ovvero l'incoronazione di re Carlo.
Così, mentre si prendono grandi decisioni in merito ai ruoli di ciascun membro della royal family, si rivedono le destinazioni d'uso delle residenze reali e si cerca di capire come far sopravvivere un'istituzione, la monarchia, che per tanti sembra avere le ore contate, la macchina organizzativa si è già messa in moto, prima di tutto annunciando la data ufficiale: Buckingham Palace ha confermato che Carlo e Camilla saranno incoronati il 6 maggio 2023.
Low cost e low profile: così vuole re Carlo
Se il protocollo per la morte della regina Elisabetta è conosciuto da tutti come Operazione London Bridge (anche se poi non è stato attuato, almeno, non del tutto: la sovrana è infatti morta in Scozia), quello per l'incoronazione di Carlo III si chiama Operation Golden Orb, in riferimento al globo d'oro che campeggia al centro delle regalìe, ovvero la Corona e lo scettro con i quali i monarchi britannici vengono incoronati. L'ultima volta abbiamo visto questi simboli preziosi sulla bara della regina Elisabetta; saranno usati, a giugno prossimo, per dare il via ufficialmente al regno di Carlo.
Al comando di questa massiva operazione ci sarà ancora una volta il fidato duca di Norfolk (al secolo Edward Fitzalan-Howard, conte Marshal), che ha già gestito i funerali della regina Elisabetta. come riportano i tabloid e i quotidiani britannici a lui re Carlo III ha chiesto di mettere in piedi una cerimonia snella, di massimo un'ora (contro le quattro dell'incoronazione della madre), in linea col periodo storico.
Solo 2 mila ospiti prenderanno parte all'evento dal vivo all'abbazia di Westminster, invece degli 8 mila ospiti che hanno preso parte alla cerimonia di incoronazione di Elisabetta nel 1953, evento storico trasmesso per la prima volta in diretta televisiva. Si vocifera che Carlo abbia deciso di mettere da parte la pesante pelliccia di ermellino che sua madre ha indossato nel corso della cerimonia in cui è stata incoronata, in primo luogo in virtù della sua vocazione all'ecologia e alla sostenibilità e, non ultimo, per adeguarsi a una scelta già abbracciata dalla regina nel 2019, anno in cui aveva dismesso tutte le pellicce per scegliere solo prodotti sintetici ed ecologici. Secondo gli analisti royal, la tenuta di re Carlo III potrebbe essere molto meno formale e sicuramente più sostenibile. Le voci in merito a questa scelta sono contrastanti, perché c'è chi afferma che ridimensionare una cerimonia così ufficiale e simbolica significhi sminuire l'importanza della monarchia, in un periodo in cui ha invece bisogno di essere sostenuta.
Ovviamente, tra le preoccupazioni più importanti di re Carlo III, c'è quella economica: organizzare una cerimonia più snella significa anche contenere i costi, per lo più in arrivo dalle tasche dei contribuenti. Iniziare ufficialmente il suo regno nel favore dei sudditi è forse, al momento, l'esigenza che gli preme di più.













