Dopo il libro bomba di Tina Brown, The Palace Papers, ecco arrivare nelle librerie una nuova e golosa lettura per tutti gli amanti dei gossip reali. Si intitola Revenge: Meghan, Harry and the war between the Windsor, lo ha scritto Tom Bower, autore noto sia in patria che a Hollywood per le sue biografie non autorizzate, ricche, così sostiene il giornalista, di dettagli segreti e retroscena scandalosi. Già conosciuto a corte per la sua biografia sul principe Carlo ( Rebel Prince, uscita nel 2018), Bower tornerà in libreria dal 21 luglio con il nuovo libro su Meghan Markle, svelandone parecchi lati oscuri, tutti tendenzialmente orientati a dipingerla come una donna viziata, arrivista e opportunista.
Difficile individuare la verità, in un mare di testimonianze di prima mano raccolte dall'autore che pare provengano da persone che hanno direttamente lavorato con Meghan prima che sposasse il principe Harry nel 2018. Quel che è certo è che queste biografie hanno spesso un fondo di verità, edulcorato poi dalle opinioni non sempre benevole di chi scrive: Bower in particolare dipinge Meghan come una donna pronta a tutto pur di conquistarsi fama e successo e il contenuto del libro raccoglie gossip, curiosità e testimonianze orientate a suggellare questa narrazione. Quindi, disclaimer, le esclusive del libro su Meghan Markle scritto da Tom Bower che abbiamo scovato nel volume sono da leggere con spirito critico, non da prendere come pura verità.
La regina ha tirato un sospiro di sollievo quando Meghan non si è presentata al funerale del principe Filippo
Uno dei punti salienti del libro riporta una frase, pare pronunciata ad alta voce dalla regina Elisabetta alla vigilia del funerale del duca di Edimburgo nel 2021, in cui si diceva sollevata di non avere Meghan alla cerimonia. A quei tempi la duchessa era incinta di Lilibet Diana, la sua secondogenita, e i medici le avevano sconsigliato un viaggio oltreoceano. L'altra faccia della medaglia però afferma che la regina, prostrata dal dolore per la perdita di suo marito, avesse ben altro cui pensare in quei giorni, e che Meghan Markle e il nipote fossero l'ultimo dei suoi pensieri.
Il royal snub al Giubileo di Platino
Secondo l'autore, il principe Harry avrebbe raggiunto la nonna Elisabetta nei giorni precedenti gli Invictus Games 2022 in Olanda per convincerla ad accogliere la sua famiglia sul balcone di Buckingham Palace nei giorni clou del Giubileo di Platino. Richiesta negata, come sappiamo: così, l'intervista con la NBC del duca di Sussex rilasciata a L'Aia pochi giorni dopo, in cui si diceva preoccupato che la nonna non fosse in mani sicure, secondo l'autore altro non è che una sorta di vendetta per il royal snub subito.
I retroscena sulla copertina di Vanity Fair di Meghan
Nel 2017, dopo che la loro relazione era venuta allo scoperto, a Meghan Markle è stata proposta la copertina di Vanity Fair America, numero in cui, come concordato col principe Harry e lo staff di corte che già seguiva le sue PR, avrebbe dovuto parlare poco di politica, molto della sua vocazione femminista, dei suoi progetti benefici, del suo lavoro nella serie Suits e assolutamente per nulla della relazione con il principe. L'intervista, scritta dal giornalista Sam Kashner, è andata in tutt'altro modo, tanto che la storia di copertina è stata poi intitolata: She's Just Wild about Harry! Il pezzo, lungi dall'essere un racconto delle gesta filantropiche di Meghan (Kashner ha sostenuto di non conoscerla prima dell'intervista e di non essere riuscito a trovare prove di questo impegno tanto da dedicarci un intero articolo, riporta Bower nel libro) si rifà totalmente a diverse frasi pronunciate dalla stessa Meghan durante l'intervista, in cui ha citato la sua storia d'amore col principe, parlandone apertamente.
Risultato dopo l'uscita del numero nel Regno Unito: Buckingham Palace furioso per la fuga di notizie sulla relazione, riporta Bower, perché lo staff non era stato informato della cosa e Meghan Markle furiosa con tutti, come riportano coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell'intervista, in particolare con la sua agenzia americana, che aveva fallito, a suo dire, nel presentarla al giornale come un'attivista e l'aveva solo dipinta come la "ragazza del principe".
Il fallimento del progetto con Vogue
Un altro grande progetto di Meghan nel 2019 è stato dirigere, in forma di guest editor, il numero di settembre di British Vogue, dal titolo Forces For Changes, oggi come allora diretto da Edward Enninful. Tom Bower racconta nel suo libro che il rapporto tra Meghan e la redazione chiamata a collaborare con lei per la realizzazione di uno dei numeri più importanti dell'anno in termini editoriali si è rovinato in prossimità dell'uscita. Secondo le fonti sentite dall'autore, Meghan avrebbe voluto fare molti cambiamenti al numero, senza capire di essere solo un direttore ospite, di non averne l'esperienza e, secondo le testimonianze raccolte nella redazione del giornale, neanche i contenuti. La relazione con Enninful, anche se pubblicamente è stata presentata come un successo, si è conclusa quando Sarah Latham, allora a capo delle PR del Sussex, ha chiesto, su suggerimento di Meghan, di far uscire il numero prima in America che nel Regno Unito, così da ampliare il range di buone recensioni per la duchessa nel suo paese d'origine. Ovviamente il team Sussex non l'ha spuntata e questo, pare, ha completamente rovinato il rapporto tra i due.











