Cari lettori, Nicola Coughlan, l'attrice che nella serie tv Bridgerton interpreta il personaggio di Penelope Featherington, vi prega di astenervi dal parlare del suo corpo. La richiesta è arrivata all’interno di un post comparso sul profilo Instagram della 35enne, ormai sfinita dai continui commenti (positivi o negativi poco non importa) relativi al proprio corpo, la cui presenza sta mettendo in serio pericolo la salute mentale dell’attrice, i cui pensieri continuano a venire indirizzati solo ed esclusivamente verso il suo aspetto fisico. «Solo una cosa: se hai un'opinione sul mio corpo, per favore, per favore non condividerla con me», ha scritto Nicola accanto a un selfie allo specchio dove appare bellissima e fiera di sé stessa, come è giusto che sia.
«La maggior parte delle persone è gentile e non cerca di essere offensiva, ma io sono solo un essere umano ed è davvero difficile sopportare il peso di migliaia di opinioni relative al mio aspetto fisico che vengono inviate ogni giorno», ha proseguito l'attrice irlandese che ha trovato il successo grazie a Bridgerton, nel cui cast compaiono anche Phoebe Dynevor e Regé-Jean Page. «Se hai un'opinione su di me va bene, capisco che sono in TV e che le persone avranno cose da pensare e da dire, ma ti prego di non inviarmele direttamente. Basta commenti sul mio seno, sull'altezza, sulle gambe», ha concluso Coughlan che, in passato, era già stata vittima di body shaming.
L’anno scorso infatti l'attrice di Derry Girls (di cui è in arrivo la terza stagione) aveva risposto a un tweet decisamente sgarbato nel quale le avevano scritto: «La ragazza grassa di Bridgerton indossa un cardigan nero ai Golden Globes», sminuendo con pochissime parole non solo il look scelto da Nicola, ma anche la sua persona così come le sue doti da attrice che, per via del suo fisico, erano state messa in secondo piano per l'ennesima volta.
Una mancanza di rispetto davanti alla quale l’interprete di Penelope Featherington non è riuscita a restare in silenzio replicando all'hater con la citazione di un articolo da lei scritto nel 2018 per il Guardian e intitolato Critici, giudicatemi per il mio lavoro in Derry Girls e sul palco, non per il mio corpo.












