Mai come in questi giorni Valentina Ferragni sta lanciando numerosi messaggi positivi utilizzando la propria pagina Instagram per infondere coraggio e speranza, ma anche per sensibilizzare i propri follower su un tema importante come la prevenzione. In occasione dell'operazione affrontata nei giorni scorsi per asportare una cisti sulla fronte che, si teme, possa essere un carcinoma basocellulare (ovvero un tumore maligno non particolarmente aggressivo), la sorella di Chiara Ferragni ha voluto raccontare la propria esperienza in modo da puntare l’attenzione sull’importanza di sottoporsi a esami di controllo costanti e periodici in grado di intercettare per tempo qualsiasi anomalia o problematica. Dopo essersi scattata un selfie con un vistoso cerotto sulla fronte, Valentina ha poi realizzato un secondo scatto dove al posto della medicazione mostrava la cicatrice che ora ha sul volto ma che presto scomparirà, insieme alla paura per quella cisti che avrebbe potuto (e che potrebbe tutt'ora) essere qualcosa di più.
In un mondo dove tutti vogliono mostrarsi sempre bellissimi e senza il minimo difetto, la 28enne fidanzata con Luca Vezil ha deciso di andare controcorrente mostrando anche la realtà che si nasconde dietro allo schermo di uno smartphone, dove esistono sì i momenti di divertimento e le serate glamour, ma anche i problemi e le difficoltà che, nel caso di Valentina, si sono presentate fin dalla sua nascita. «Oggi è la giornata mondiale dei bambini prematuri. Sono nata 3 mesi in anticipo, il 29 dicembre 1992 invece di fine marzo 1993, 890 grammi di simpatia», ha ricordato la più piccola delle sorelle Ferragni accanto ad alcune foto che la ritraevano neonata, all’interno di un’incubatrice. Una nascita “in salita” quella di Valentina che l’ha portata fin dai primissimi istanti di vita a essere (o dovremmo dire a diventare?) una combattente. «Ricordiamoci sempre quanto siamo forti» ha poi concluso Valentina la quale in passato, sempre in occasione della Giornata Mondiale dei Prematuri, si era aperta in merito al tema delle nascite che avvengono prima del termine, raccontando la propria esperienza.
«Sono stata in incubatrice per tre mesi nel reparto di terapia intensiva neonatale a Bolzano, perché troppo piccola, troppo fragile e con i miei organi ancora non completamente formati. Sono stati mesi durissimi per la mia famiglia. Dopo mesi di incertezze e paure sono tornata a casa a Cremona, sana e salva e oggi sono qui per raccontare questa storia» aveva raccontato Valentina, all’epoca ignara di tutto ciò che le accadeva intorno così come dei mesi pieni d’angoscia vissuti da mamma Marina Di Guardo e da papà Marco Ferragni. «Lo racconto perché vorrei che queste mie parole arrivassero a tanti piccoli e piccole guerriere, alle loro coraggiose mamme ed ai loro meravigliosi papà che ora stanno vivendo un momento così delicato: a noi è stato richiesto di iniziare a lottare dal primo giorno per poter dimostrare a noi stessi e a tutti che siamo invincibili! E non smetteremo di combattere perché questa vita ce la teniamo stretta».
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