Ce la immaginiamo, la regina, puntare i piedi contro i dottori e spingere, forte, per tornare alla sua vita normale. Quella delle cavalcate nel parco di Windsor e degli impegni pubblici, dei progetti importanti come il COP26 a Glasgow per parlare di clima e ambiente. Invece, per lei, si è scelta la linea della prudenza.

Due settimane di stop, dopo la notte di ricovero preventiva in ospedale, che le permetteranno al massimo di fare qualche chiamata dalle sue stanze. Sarà arrabbiata, Elisabetta, perché ferma non ci sa stare: sono quasi 70 anni che si muove frenetica sulle strade del mondo. La salute della sovrana però è fragile. L'immortalità è solo un mito, la regina lo sa. E lo sanno anche i figli e i nipoti, quelli di sangue e quelli acquisiti come Kate Middleton. Che, pare, da quando la regina è costretta a riposo, la chiama tutti i giorni per fare due chiacchiere e le ha mandato un enorme mazzo di fiori per augurarle una pronta guarigione. E farsi dare consigli su come sarà essere, (forse, un giorno) regina consorte.

Mentre la tempesta impazza fuori da Windsor - il principe Andrea e le accuse contro di lui per il caso Epstein sono ancora lì, salde, non se ne andranno; i Sussex mai così lontani emotivamente e geograficamente - forse ripararsi tra le mura del castello di Windsor non è poi così una brutta idea. Recuperare le forze per la Remembrance Sunday del 14 novembre, quello è l'obiettivo di Elisabetta. Sa anche lei che puntare i piedi contro la salute e il tempo che incede non ha molto senso. Ricordarsi che "Vecchio è chi vecchio si sente", come ha detto rifiutando il premio Oldie of the Year pochi giorni fa, però aiuta a tenere lo spirito allegro. E in questo, Elisabetta II, è sovrana indiscussa.