Sapere di non essere gli unici a navigare a vista, a pensare di stare sbagliando tutto, a non trovare più la bussola, a non contare più gli attimi di sconforto. Difficile ammetterlo, ancor di più quando si hanno i riflettori puntati addosso. Per questo, le parole di Martina Colombari sulle difficoltà dell'essere genitori in tempo di pandemia sono una boccata di ossigeno, un attestato di verità su resilienza e spirali pericolose di cui abbiamo un gran bisogno. L’ex Miss Italia ha raccontato senza troppi giri di parole gli intoppi incontrati insieme al marito Billy Costacurta nella gestione di Achille, il loro figlio di 16 anni, tra socialità annientata e tutti punti di domanda della didattica a distanza. "Ci siamo fatti aiutare, non è un atto di debolezza, ma di grande amore" = Standing ovation.
“Chiedere un aiuto esterno da un esperto o uno psicologo, nei momenti di difficoltà, non è qualcosa di cui ci si debba vergognare. Anzi”, ha detto Martina a Il Messaggero condividendo la sua esperienza, sensibilizzando sulla salute mentale e abbattendo i tabù legati alla terapia. Lo scenario è apocalittico e preoccupante: bambini e ragazzi privati di tutto, demotivati, scoraggiati e i genitori che non sanno nemmeno da che parte iniziare per ristabilire una parvenza di normalità con la percentuale di errore ai massimi storici ("il mestiere del genitore è il più difficile del mondo, specialmente adesso. Si va a intuito, col cuore e con la testa. E come si fa, si fa male", quanta verità). Martina e Alessandro, 25 anni insieme e 17 di matrimonio, si sono presi per mano e dopo aver ammesso di aver accusato il colpo e non essere "lucidi", hanno deciso di chiedere aiuto a una psicologa come "atto d'amore" per il figlio Achille alle prese con la dad. "Ogni scusa era buona per spegnere la telecamera. La merenda, una pausa, una sigaretta", ha spiegato la Colombari parlando dell'atteggiamento del figlio davanti al pc, ricordando come "le litigate più grosse con mio figlio le ho fatte quando provavo a seguirlo con i compiti, etichettandogli persino i libri".
L'intervento dell'esperta ha fatto capire a Martina e Billy che i ragazzi devono assumersi le proprie responsabilità, e a dar "fiducia e libertà" e lasciare che siano loro a gestirle. Il consiglio per i genitori è "di liberarsi dal senso di colpa. Di accettare anche di aver fatto degli errori in questi mesi, perché è dagli errori che si impara".
Achille, 16 anni, lo stesso sguardo di mamma e il broncio di papà e una personalità "estroversa, solare, cocciutissima, insofferente alle regole e generosa" ha davanti a sé un futuro tutto da scrivere, anche se pare avere le idee chiare. “Per lui siamo l’esempio vivente che l’università non sia fondamentale. Dice: a voi non è servita. Ora si è convinto che vorrebbe aprire un ristorante”, le parole di mamma sempre a Il Messaggero, "ma prima deve fare gavetta da cameriere, trovarsi un socio, lavorare sulla creatività e sul marketing. È difficile spronarlo senza demotivarlo. Soprattutto adesso, che manca la distanza". Finché c'è amore c'è speranza, giusto?












