Da bambini si fanno sogni in grande e tutti vogliono essere astronauti, cantanti o navigare per sempre i mari come pirati. Qualcuno poi, a lavorare con le navi ci riesce davvero, anche senza diventare un fuorilegge e arrembare altri naviganti. Rimane quindi qualcosa di profondamente infantile – nel senso più bello del termine – nell’entrare in un cantiere navale. Il rumore del metallo, l’odore del mare che si mescola alla vernice, le strutture gigantesche che prendono forma lentamente: tutto ricorda quei momenti in cui, da piccoli, si immaginavano navi impossibili disegnandole su un quaderno. E se per qualcuno quel mondo è rimasto mitologico, per alcuni pensare e disegnare barche è parte integrante della giornata.

È il caso dei 100 studenti di yacht design selezionati tra i migliori istituti italiani, tra cui lo IED Torino, il Politecnico di Milano e l’Università di Genova - La Spezia, per prendere parte a “Connecting Excellences”, un progetto che mette in dialogo studenti, designer e professionisti dello yachting contemporaneo. L'evento è organizzato dal gruppo Azimut-Benetti, uno dei nomi più iconici dello yachting internazionale, e punta a far vivere il cantiere non solo come luogo di eccellenza produttiva ma anche come luogo di pensiero, un vero e proprio hub culturale, dove riscoprire il design navale non solo come lusso ma come un mestiere concreto, quasi rinascimentale, dove tecnologia e sensibilità convivono.


L’idea è quella di portare gli studenti dentro il luogo reale della progettazione, lontano dalle simulazioni accademiche e vicino ai vincoli, alle intuizioni e alle contraddizioni del lavoro vero. Per molti di loro sarà probabilmente la prima volta davanti a uno yacht in costruzione e, forse, anche la prima occasione per capire che dietro un oggetto percepito come distante esiste un ecosistema fatto di progettisti, modellatori, art director, ingegneri, artigiani e designer degli spazi.

Ad accogliere gli studenti sarà Camilla Calza, Marketing Director di Benetti, seguita da una tavola rotonda moderata dal giornalista Matteo Zaccagnino insieme a figure centrali del settore. Più che una semplice conferenza, sarà un momento di confronto concreto sul mestiere del progettare yacht oggi: dai vincoli tecnici alle scelte creative, fino alle nuove modalità di vivere il mare attraverso progetti firmati Benetti come Oasis Deck, Veranda Deck e Cabana Deck.

Da qui, da questa idea di far vivere la parte pratica anche a chi sta ancora studiando, nasce anche il contest “Designing the Future Deck”, una sfida che invita gli studenti a immaginare il ponte del futuro, una riflessione su come cambiano il tempo libero, la relazione con l’acqua, la sostenibilità e persino il concetto stesso di lusso. I premi in palio sono proprio dei tirocini da Benetti, durante i quali gli studenti potranno continuare a mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti durante il loro percorso di studi.

Perché anche nel mondo della nautica più esclusiva, dietro ogni progetto continuano a esserci idee, intuizioni e persone capaci di trasformare un sogno in qualcosa di reale. In fondo, uno yacht, prima di diventare simbolo di lusso, resta un’idea disegnata da qualcuno che, probabilmente, da bambino sognava le barche guardando l’orizzonte.