A inizio 2025, Spotify Singles ha superato complessivamente i 10 miliardi di ascolti, con oltre 1.000 cover incise da circa 750 artisti esponenti di tutti i generi, provenienti da 45 Paesi in tutto il mondo. Tra chi ha creato un proprio Spotify Single, ci sono Taylor Swift e Sabrina Carpenter, Yo-Yo Ma e Norah Jones, fino ad artisti emergenti come Rachel Chinouriri e The Marías. Il progetto ha sempre puntato a lavorare con artisti in ogni fase della propria carriera, ottenendo anche successi che hanno ricevuto delle nomination ai Grammy.
Per celebrare questo traguardo, Spotify ha aperto il suo studio di registrazione a Stoccolma, in Svezia, ad artisti provenienti da tutta Europa, per coltivarne il talento e dare loro la possibilità di farsi conoscere in tutto il globo. A segnare una riapertura in grande stile, lo scorso gennaio Damiano David ha registrato il suo primo Spotify Single a Stoccolma, reinterpretando la canzone del 2018 di Mark Ronson e Miley Cyrus "Nothing Breaks Like A Heart".
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Questo è il momento di Antonia. Per il progetto Spotify Singles, ha registrato la cover di "Genie In A Bottle", iconico brano del 1999 di Christina Aguilera. Seconda classificata ad Amici24 nella categoria canto, vincitrice del prestigioso Premio della critica, Antonia è un'artista classe 2005, originaria di Napoli. Dal grande pubblico si è fatta conoscere attraverso il suo percorso alla scuola di Amici di Maria De Filippi e ha pubblicato poi, nel maggio 2025, il suo primo Ep, RELAX, in cui mostra un primissimo assaggio del suo stile pop, in costante evoluzione.
Quando l'ho raggiunta negli studi di Spotify a Stoccolma, Antonia era galvanizzata dall'esperienza. Aveva appena finito di incidere ed era entusiasta del risultato, molto emozionata per l'esperienza di viaggio, per il quartier generale di Spotify che le è sembrato un Paese dei balocchi, tra stanze relax e quella saletta con i divanetti in velluto che le ha rubato il cuore. Per la nostra intervista ci sediamo proprio su una delle poltroncine e iniziamo a chiacchierare.
Com'è andata l'esperienza nello studio di Spotify Stoccolma?
«A livello tecnico abbiamo iniziato a fare le lead voices, dopo abbiamo fatto tutte le take possibili e immaginabili per averne di più da scegliere. È stato poi il turno delle sporche, di tutte le variazioni del mondo. Siamo andati pure un po' in freestyle. In un secondo momento abbiamo scelto le cose che ci piacevano di più, come volevamo metterle, il sound giusto. Abbiamo anche scelto qualche suono abbastanza urban per il ritornello. Insomma, abbiamo sperimentato ed è stato bellissimo, mi sono sentita a mio agio. Quando sono entrata nello studio ero scioccata e ci sono stati molti momenti in cui mi chiedevo che cosa ci facessi qui. Ci è voluto un po' per realizzare. Ma so di essere nel posto giusto al momento giusto. E mi sono sentita, dopo tanto tempo, finalmente piena e finalmente viva, senza troppi drammi, diciamo. Concentrata, semplicemente perché sono felice. Questo è tutto quello che voglio fare nella mia vita e spero di rivedere questo studio, un giorno.»
Qual è il tuo legame con "Genie In A Bottle"?
«"Genie In A Bottle" è stata la scelta perfetta per tanti motivi. Oltre a essere una cover che ho portato anche ad Amici, ho sempre cantato fin da piccola questo brano di Christina Aguilera, lei è una delle mie idole. Questo brano in particolare mi mette molto in risalto e poi mi riempie proprio quando lo canto, mi dà questa sensazione di felicità. Sicuramente appartiene al genere che spero di poter rispecchiare, e apre la strada al percorso che voglio intraprendere, quello R&B, pop/soul.»
Viaggiare è avere nuovi stimoli: quanto ti ispira questa esperienza, soprattutto dopo i mesi intensi dentro la scuola di Amici?
«Io, se devo fare un viaggio, preferisco sempre andare dove c'è il mare, dove fa caldo. Però, devo dire, sono rimasta molto sorpresa, perché ero proprio felice di essere qui, perché Stoccolma è molto bella. Chiaramente, vedere dei posti diversi ti stimola tantissimo la creatività, l'intuizione, la sperimentazione. E comunque sollecita anche le emozioni, nel senso: vedendo cose nuove, come dire, il tuo organismo cambia. E reagisce. E, nel migliore dei casi, crea.»
Qual è la tua playlist di viaggio: la musica che ascolti dopo aver messo la modalità aereo?
«Quando viaggio sonnecchio sempre con la musica nelle orecchie, quindi devo per forza mettere la mia playlist triste, perché essendo la più calma, mi aiuta a dormire. E poi, quando mi sveglio, c'è la mia playlist chill R&B, o quella tutta di musica italiana, rap italiano, trap italiana. Un po' per riattivarmi. La mia playlist preferita però, quella che non può mancare, è dedicata solo ad Ariana Grande.»
Quali sono i generi o artisti che ti stanno influenzando in questa fase del tuo percorso?
«Ho un quartetto di artiste che mi influenza da sempre, per musica, attitudine, immagine: Ariana Grande, Christina Aguilera, Rihanna e Lauryn Hill. Da quando sono piccola per me sono sempre state veramente delle regine, perché sono capaci di creare una connessione con l'ascoltatore, che poi è quello che dovrebbe fare un artista oggi.»
Ti piacerebbe sperimentare collaborazioni internazionali dopo questa esperienza? Se sì, con chi?
«Il mio sogno nel cassetto è Ariana Grande, in realtà, sarei troppo felice di cantare con Summer Walker, con Brent Faiyaz, con Bryson Tiller, Coco Jones, Party Next Door, tutti loro.»
Durante l'esperienza ad Amici, hai parlato della paura di non riuscire più a emozionare le persone con la tua musica. Ma a te cosa emoziona?
«La prima cosa che mi viene in mente è, soprattutto: la gente, il mare, il sole, la mia città, Napoli. Io credo che le emozioni possano essere suscitate da qualsiasi cosa e che la vita sia un continuo provarle.»
Come riparti dopo un momento difficile, dentro o fuori dal palco?
«Solo con il tempo ho imparato a provare ad affrontare i miei magoni, a ritrovare la fiducia in me stessa. Durante il percorso ad Amici, in un periodo in cui mi sentivo scoraggiata, un giorno ho deciso di affrontare questa mia sensazione. Sono entrata a lezione e ho detto: "Ok, adesso non devo pensare a nulla, devo solo sentire il suono della mia voce". E da lì si è sbloccato tutto, perché il colore della mia voce è una cosa che mi piace, se no chiaramente non lo userei e non lo farei per mestiere. E quindi prendendo sicurezza da quello, ho potuto lasciare andare anche le altre sensazioni negative.»
Tre domande per tre ricordi. Il primo: il più vecchio ricordo di te che canti?
«L'immagine più nitida forse è quella di me a otto anni, quando ho cantato nel ristorante di mio zio. Mano per mano con mio padre, perché figurati se riuscivo a farlo da sola. E cantai "Pregherò" di Giorgia, così, ad otto anni, con un bellissimo vestitino.»
La tua prima volta in studio?
«Ad agosto 2025, Ero con Alessandro Casillo, che mi ha accompagnata anche in questa fantastica esperienza. A lui devo molto, perché ci siamo subito matchati: la vibe che condividiamo è la stessa, ci capiamo, c'è chimica. A lui piace quello che faccio io, a me piace quello che fa lui, e quindi c'è stata subito questa armonia in studio. Ed ero contentissima, perché chiaramente era la prima volta che sperimentavo tanto. E mi ci sono trovata subito.»
La tua prima volta sul palco?
«Oltre, diciamo, a quei saggi di canto che ho fatto quando ero bambina, la più importante tra le prime volte per me è stata ai tempo del liceo. Perché per me il liceo è stata una cosa devastante, è stata la mia vita. E veramente io conoscevo tutti, quindi ero felicissima di poter cantare per loro. Quello, ti direi, l'ho sentito come il mio primo vero palco.»
Per finire, un’immagine di te dal futuro: quale sarà la prossima tappa del tuo viaggio?
«La cosa più importante per me in questo momento è che tutto quello che io faccia sia ciò che mi sento di fare. In questo rientra prendere una strada più R&B e soul con la nuova musica a cui sto lavorando, ma anche approfondire la mia connessione con il pubblico, far vedere chi sono e quello che penso. Ciò che più desidero è potermi esibire a un mio live, per connettermi davvero con le persone, quello, secondo me, è il momento di massimo splendore di un'artista.»














