«Non riesco davvero a credere che questo sia il mondo in cui vivo attualmente» commenta un utente sotto il post che riporta la notizia secondo cui un organizzazione senza scopo di lucro statunitense, la Turning Points USA, organizzerà uno show in contemporanea allo spettacolo dell'Halftime Show di Bad Bunny previsto per il Super Bowl 2026. La fondazione, fondata da Charlie Kirk con lo scopo di sostenere e diffondere l'ideologia conservatrice, proporrà quindi un'esibizione in inglese come protesta per la performance di Bad Bunny del prossimo 8 febbraio al Levi’s Stadium di Santa Clara che sarà, ovviamente, in spagnolo. E a noi non rimane che unirci al commento di cui sopra: ma davvero la politica statunitense non ha nulla di meglio su cui concentrarsi che il concerto dell'artista portoricano?



Bad Bunny Halftime Show: le polemiche per il Super Bowl 2026

La risposta, purtroppo, sembra essere un secco no. In un momento surreale in cui l'agenda politica è votata alla propaganda, le polemiche sul Super Bowl 2026 sono state alimentate fin dal giorno dell'annuncio, lo scorso 29 settembre. Come abbiamo visto, la notizia è stata strumentalizzata, arrivando a essere ripresa e commentata persino dal presidente Donald Trump che si è espresso sull'argomento, affermando che la scelta ricaduta sul cantante portoricano fosse «ridicola» e aggiungendo: «Non so chi sia. Non so perché lo stiano facendo. È una follia».

Bad Bunny, nonostante tutto, ha immediatamente espresso la felicità per l'evento, in un comunicato ufficiale: «Quello che provo va oltre me stesso. È per chi è venuto prima di me e ha corso per migliaia di yard affinché io potessi entrare in campo e segnare un touchdown… questo è per la mia gente, la mia cultura e la nostra storia. Ve y dile a tu abuela, que seremos el HALFTIME SHOW DEL SUPER BOWL». Allo stesso modo, Jay-Z, direttore di Roc Nation, e Oliver Schusser, Vice President of Music, Sports and Beats di Apple, hanno sottolineato la convinzione nella propria scelta e l'occasione importante per celebrare la musica latina.

Bad Bunny al Super Bowl: il concerto alternativo

Non stupisce quindi che Turning Points USA abbia annunciato via X uno show alternativo, chiamato The All American Halftime Show, che si svolgerà in contemporanea al Super Bowl e che celebrerà, «fede, famiglia e libertà». Al momento, non è ancora stato svelato chi si esibirà, ma l'associazione ha chiesto al pubblico di votare il genere musicale che vorrebbe ascoltare e, tra le opzioni pop e country, ne spunta una denominata «qualsiasi cosa in inglese». Che si tratti di una pura provocazione o di un evento che effettivamente verrà realizzato, sicuramente non scalfirà i numeri da record che l'Halftime Show del Super Bowl raccoglie abitualmente.

Come hanno sottolineato gli organizzatori e lo stesso cantante, la presenza di Bad Bunny al Super Bowl non è politica, almeno non nel senso in cui la intendono i Conservatori. Intervistato da ID lo scorso settembre, Bad Bunny aveva spiegato a proposito della sua decisione di saltare gli Stati Uniti per il suo tour mondiale del 2026: «Mi sono esibito lì molte volte. Tutti [gli spettacoli] hanno avuto successo. Sono stati tutti magnifici. Mi è piaciuto entrare in contatto con i latinoamericani che vivono negli Stati Uniti... Ma c'era il problema, tipo, che la fottuta ICE avrebbe potuto essere fuori [dal mio concerto]. Ed è qualcosa di cui stavamo parlando e che ci preoccupava molto».