La diciannovesima edizione del MI AMI Festival 2025 - Il Veleno e la Cura, in programma il 22-23-24 maggio, è riuscita anche quest'anno a farci scoprire qualcosa della musica, di noi e degli altri. Dice bene Turbopaolo, che ha inaugurato questa edizione con 5 minuti di stand up in ogni palco, portando con sé una preghiera celebrativa: «Carlo nostro che sei nei cieli, dacci oggi il nostro emergente indie di turno e disintegra tutta la playlist "Ad alta rotazione"». L'edizione 2025 del MI AMI Festival è stata densa di novità, tra cui, quella più grande, è stata il cambio di venue in un'area più ampia dell'Idroscalo di Milano, affacciata proprio sull'acqua.
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Così i quattro palchi (Palco Champion, Palco Lago, Palco idealista, Utravel Arena) hanno accolto oltre 70 artisti e artiste in cartellone, selezionati attraverso la direzione di Stefano Bottura e Carlo Pastore. Prima di cominciare la nostra immersione nel MI AMI 2025, prendiamoci un momento per leggere il manifesto di questa edizione, MI AMI 2025 - Il Veleno e la Cura: «Tempi in cui la violenza e la dolcezza inaspettata si incontrano indistinguibili. L’universo freme, trema ogni cosa. Nell’anno del serpente: altrove, qui. Il cuore è lo stesso, cambia la pelle. Inizia il rituale».
Il recap dei momenti indimenticabili del MI AMI 2025: Day 1
Se è vero che la metà del tempo ai festival la passi a cercare i tuoi amici, persi nella folla o semplicemente più interessati a una fetta di pizza, è anche vero che una buona parte dei momenti stretta sotto il palco tra persone che non conosci e artisti che canti a memoria diventa essenziale per cercare te stessa, attraverso la musica. Così il MI AMI 2025 è stato un gioco ad incastro, per indovinare l'ordine giusto in cui esplorare i palchi, senza perdersi niente. L'inizio del Day 1 è stato immediatamente esplosivo con l'esibizione di Mimì e di TÄRA, volto della nostra prima cover digitale del MI AMI 2024.
C'è chi si è alternato tra Delicatoni e Simone Panetti, senza saper scegliere, e correndo veloce tra un palco e l'altro, così come per assorbire l'energia di Centomilacarie e lasciarsi conquistare dal talento emergente di Lorenzza, che ha saputo tenere alla perfezione il palco intimo della Utravel Arena, con un nutrito gruppo di ascoltatori pronti a sostenerla e seguirla nelle barre. Sullo stesso palco si è poi alternata Elasi, in formula live, leggermente diversa dal dj set energico a cui ci aveva abituati nelle scorse edizioni, ma sempre ipnotica. Nel frattempo la scelta si è fatta difficile: Psicologi sul Palco Champion, Post Nebbia sul Palco Lago o Fuera al Palco Idealista?
Noi ci siamo trovate in mezzo al mosh pit creato dai Fuera, che in silhouette tra le luci hanno creato un mix dal Sud America di SONEGA SONELA, la psichedelia di CIRCO MEZZALUNA e la potenza di brani in ordine solo apparentemente "CAOTICO". Forse l'esibizione che ha saputo creare più connessione tra chi si trovava immerso nell'erba, con il fiato per cantare e metà delle birrette che traboccavano dai bicchieri ad ogni salto.
La serata è proseguita con il live a sorpresa dei Patagarri - e la leggenda narra che la band sia stata avvistata mentre suonava tamburo e tromba in giro per l'Idroscalo anche molto tempo prima (e molto tempo dopo) la loro esibizione - il rap old school di Noyz Narcos e la chimica irresistibile dei Pop X. Il gran finale è stato affidato ai Fast Animals And Slow Kids che hanno portato il loro pop rock sul palco Champion, mentre la Fuckyourclique non le mandava a dire all'Idealista ed Ele A portava al Lago un'altra delle migliori esibizioni della serata. Tecnicamente impeccabile, assolutamente coinvolgente, con il suo rap asciutto e ironico, Ele A ci ha portati su quel treno per Lugano che, ogni volta, le fa pensare: «Calma, tre ore e sono a casa».
Il recap dei momenti indimenticabili del MI AMI 2025: Day 2
Il secondo giorno è cominciato con un tema importante curato da Will Media: l'approfondimento sul voto alle prossime giornate (8 e 9 giugno) in cui la cittadinanza sarà chiamata ad esprimersi su cinque referendum abrogativi: quattro riguardano il lavoro e uno la cittadinanza. Un iniziativa che ci ha ricordato come la musica possa essere davvero un terreno culturale collettivo. Dopodiché spazio all'elettronica di Anna Carol, all'ospite internazionale Alice Phoebe Lou che, pur da sola sul palco, è riuscita a occupare tutta la scena. Tra un salto con cmqmartina e un momento in cui tenersi per mano da Ginevra, Calcutta ha deciso di fare una visita a sorpresa sul Palco Idealista, insieme a Fitness Forever. Poco dopo, i Belize coronavano il loro ritorno portando live il loro nuovo album, Phanotm Favola.
Siamo davvero entrati nella dimensione del Festival con Il Mago Del Gelato, con la band che ha dato prova del suo talento musicale, creando un tutt'uno con gli strumenti e con il pubblico e sventolando, sul finire, l'insegna del locale di via Padova a Milano da cui hanno preso il nome e di cui - ora che ha chiuso - sta a loro il compito di portare avanti il ricordo.
Sul Palco Champion, intanto, Diodato ha portato gli ascoltatori in una dimensione parallela grazie alla sua voce, aprendo la strada a Joan Thiele, che si è esibita appena dopo l'artista. «Ci ho messo anni a scrivere questo album e sono felice che ora sia vostro» così Joan Thiele ha ringraziato il pubblico (numerosissimo) che ha ballato e cantato con lei sulle note di Joanita. L'artista si è esibita insieme alla sua band, con un'apparizione speciale di Frah Quintale per "Occhi da gangster". Il tempo è sembrato dilatarsi tra "Senza fiato" ed "Eco", sfiorando con le dita la stratosfera dei sogni in cui solo Joanita è capace di portarci.
Salutarsi è stato difficile, ma a tirarci su il morale ci hanno pensato i Dov'è Liana, in un Palco Idealista decisamente stracolmo (vorremmo fare una petizione ufficiale per dare palchi più grandi ai tre artisti francesi) ma assolutamente felice di calarsi nelle atmosfere di questa musica disco franco-palermitana. A ritmo di "Peace, Love & Baci" abbiamo ballato tutti insieme e c'è stato persino il momento per leggere un'estratto de L'arte della gioia di Goliarda Sapienza.
Dalle 22:45, la scena è stata tutta di Giorgio Poi, che ha accompagnato chi si trovava sotto al palco in un viaggio nella sua discografia, dal più recente Schegge, fino a brani come "Tubature" che prendevano vita alle sue spalle con un gioco di luci che trasportava in un'altra dimensione. Ovviamente, non potevamo accontentarci della serata senza fare un salto dagli ospiti speciali: Golden Years si è esibito insieme a Fulminacci, Shablo si è preso il Palco Champion e Sangiovanni è tornato a esibirsi dopo 3 anni, cominciando dal suo ultimo singolo "Luci allo xeno" e ringraziando il pubblico anche con lo spoiler di un inedito dal titolo "Veramente".
E quasi non ci stavamo credendo, ma è arrivato anche il momento finale del MI AMI Festival 2025: Emma Nolde, Studio Murena e Okgiorgio hanno accostato la porta di questa diciannovesima edizione. E noi ce ne siamo andati via così, canticchiando a pieni polmoni: «Vedo, scintille, negli occhi, tuooooooi». Ci vediamo l'anno prossimo.












