Ieri sera 21 ottobre il Forum di Assago era pieno di gente. Con un sold-out in meno di 24 ore e la sua prima esibizione nel palazzetto di Milano, Mahmood ha confermato di essere a ragione uno dei nomi più importanti del pop italiano. Un parterre misto di giovani, adulti e ragazzi di ogni sesso ed età ha popolato lo stadio dell'Olimpia per assistere ad una performance in cui Alessandro ha saputo unire mondi diversi, uno show personale con ospitate al minimo (l'unica è stata Angèle, direttamente dalla Francia, per "Sempre/Jamais"), danza e voce al centro dello show.
La prima volta al Forum del doppio vincitore di Sanremo con "Soldi" e "Brividi" ft. Blanco (poi parleremo del paradosso del mercato musicale oggi) è stato un successo, e sarà lo stesso anche stasera. Andando via dal concerto, in un fiume di gente blocca la metro, però la domanda è una: perché Mahmood piace così tanto?
La risposta la si trova sicuramente nel suo talento, che si esprime in un timbro riconoscibile, nei suoi acuti che han fatto del ritornello di "Brividi" un brano difficilissimo da cantare e per i suoi virtuosismi (vedi "Cocktail d'amore"). Ma c'è di più.
La sua immagine
A contrario di molti artisti che restano fedeli alla loro immagine, immutata negli anni, Alessandro Mahmud si trasforma e in ogni cambiamento conquista un nuovo spicchio di pubblico. In un susseguirsi di periodi artistici, ha comunicato una prima immagine legata all'essere figlio, che si rivolge alla famiglia, ricorda il padre assente e dedica tutto alla madre che lo ha cresciuto sola, nei sacrifici. In Gioventù bruciata il sesso, le sue origini (ci torniamo), il successo. Alessandro diventa grande e la sua estetica cambia. Il corpo è sempre più presente, diventa un'icona del mondo Lgbtqia+ senza mai aver bisogno di rilasciare dichiarazioni in merito. Prosegue la ricerca della sua identità con Ghettolimpo, sempre più sfacciato, l'amore, il quartiere ("Midnight popolare, con Massimo Pericolo), il successo in seguito al suo primo posto a Sanremo con "Soldi" (2019). Come in un videogioco, di cui è appassionatissimo, Mahmood sblocca nuovi livelli. A Sanremo 2022 l'esibizione con Blanco, il gioco di coppia irriverente di due fratelli, l'ironia che lo rende un meme vivente sui social.
Fino a Sanremo 2024, quando con "Tuta gold" il corpo diventa davvero una tela su cui giocare, tanto che in molti si sono chiesti cosa gli fosse successo, tra una carnagione che sembrava più chiara, capelli ricci più lunghi, look che lo hanno consacrato tra gli artisti più in vista dello spettacolo. Mahmood è un nuovo volto della moda nella musica, tanto da sfilare per Willy Chavarria a New York, a essere in prima fila alle sfilate più importanti della Milano fashion week e non solo. Un vero e proprio sex symbol, icona queer, trasformista.
La musica delle seconde generazioni
Se qualcuno gli chiede che musica fa, Mahmood risponde "Marocco-pop". La forza di Mahmood, e lo ha capito fin da subito, è il legame con le sue origini. Nato da madre sarda e padre egiziano, fin dal primo album ha integrato un immaginario - ponte tra Gratosoglio, il quartiere di Milano dov'è cresciuto, e il Cairo, tra i Navigli e il Nilo. Le melodie sono fortemente influenzate da sonorità tipiche della musica del nord Africa, che non manca anche nei video dei brani e sul palco del Forum del Nei letti degli altri tour. È il Mahmood bambino che si confronta con due mondi diversi, da un lato Milano, dall'altro la megalopoli, la polvere dei mercati, la confusione dei bambini che giocano per strada, i piccoli dettagli, le immense Piramidi.
Gioca con la sua voce, che all'inizio di "Gioventù bruciata" in synth restituisce il suono di un muezzin che richiama alla preghiera. E poi: «Che ne sanno loro della Sfinge / vista a otto anni con te ridevi ridevi ma mi hanno detto / che a volte ridere è come fingere / Mettevi in macchina le tue canzoni arabe e stonavi e poi mi raccontavi vecchie favole / Correvi nel deserto con lo zaino Invicta ma non serve correre se oltre ai soldi non hai più fiato né felicità… / C’è qualcosa che non capisco come fare un tuffo nel Mar Rosso / L’ho dimenticato troppo presto ma ricordo bene quando mi dicesti: resto».
Mahmood usa le sue origini per ricordare il padre e quella parte di famiglia. In un mercato saturo di prodotti simili tra loro, usa la sua storia e propone un prodotto nuovo, che vince grazie alla commistione di talento e atmosfere nuove per il pop italiano. Fino a Sanremo 2024, dove invece l'omaggio nella serata delle cover è proprio legata alle sue origini sarde, quando decide di coinvolgere i Tenores di Bitti nell'interpretazione di "Com'è profondo il mare". Il futuro è nelle proprie radici.
L'artista a cavallo del cambio generazionale di Sanremo
Non meno importante la sua posizione all'interno del Festival di Sanremo: ha vinto con "Soldi" nell'edizione del 2019, con la direzione artistica di Claudio Baglioni, per fare poi ritorno con Blanco, all'apice del suo successo, nel 2022 con "Brividi". Da un lato un pubblico dall'età più alta, con una canzone che parla del proprio rapporto con il padre, l'arabo che gli ricorda la sua infanzia, l'abbandono. Dall'altro la canzone liberatoria cantata a squarciagola dal duo che rappresenta perfettamente il prodotto musicale delle edizioni curate da Amadeus. Nuovi volti, ballad classiche, la libertà dell'amore senza limiti, fino a scottarsi. Diversi pubblici, sempre al primo posto.
La scaletta del concerto di Mahmood
1 INTRO
2 BAKUGO
3 KLAN
_______________________________
4 TUTTI CONTRO TUTTI
5 NEI LETTI DEGLI ALTRI
6 PARADISO
7 INUYASHA
8 BRIVIDI
______________________________ Intermezzo
09 SABRI AILEL
10 GHETTOLIMPO
11 NEVE
12 MEDLEY 1: DORADO PROIBITO TALATA
13 PERSONALE
14 OVERDOSE
______________________________
15 T’AMO
16 IL NILO NEL NAVIGLIO
17 STELLA CADENTE
____________________
18 NEL TUO MARE
19 COCKTAIL D’AMORE
20 RAPIDE
21 SEMPRE (FEAT. ANGELE )
22 MEDLEY 2: BARRIO KOBRA
23 RATATA
24 SOLDI
25 TUTA GOLD












