Quando Taylor Swift, appena 19enne, sale sul palco degli MTV Video Music Awards nel 2009 per ritirare il premio per il miglior video femminile per "You Belong With Me" non avrebbe mai immaginato ciò che stava per accadere. A dirlo fu proprio lei qualche anno più tardi, per la precisione nel 2019 nella versione deluxe di Lover, in cui Taylor Swift ha pubblicato annotazioni personali del suo diario: «Se mi avessi detto che avrei vinto il premio per cui ero stata nominata, non ti avrei creduto. E se mi avessi detto che una delle più grandi star della musica sarebbe salita sul palco e avrebbe annunciato che secondo lui non avrei dovuto vincere in diretta televisiva, avrei detto 'Quelle cose non succedono nella vita reale'. Beh... a quanto pare... Succedono».

E così successe, nel bel mezzo del breve discorso di ringraziamento della pop star, Kanye West sale sul palco prendendole il microfono con l'ormai celebre preambolo «Imma let you finish but» e dicendo che Beyoncé avrebbe meritato il premio più di lei. Un momento di stupore generale, applausi e vociare, in cui la telecamera si è poi girata verso Beyoncé che ha mimato con la bocca «Oh Kanye» in un sorriso con la fronte aggrottata. Un siparietto che avrebbe anche potuto essere solo uno dei diversi momenti di polemica delle premiazioni musicali o delle premiazioni in generale (dice niente lo schiaffo di Will Smith a Chris Rock agli Oscar 2022?) ma che si è trasformato in un litigio lungo 15 anni e oltre.

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Jeff Kravitz//Getty Images
MTV VMA 2009

Come i dissing nella tradizione hip hop, così Taylor Swift e Kanye si sono rimbeccati negli anni successivi a colpi di frecciatine nei testi delle loro canzoni. Oggi ci sono Kendrick Lamar e Drake, quindici anni fa c'era il beef tra una bionda reginetta del pop e uno dei massimi esponenti del rap. A inaugurare l'insolito dissing cross genere fu Taylor Swift, con il brano "Innocent" che, anche se non è mai stato detto apertamente, fa riferimento a Ye: «It's all right/ Just wait and see/ Your string of lights is still bright to me/ Who you are is not where you've been/ You're still an innocent/ … It's OK/ Life is a hard crowd/ 32 and still growing now». Adottando i criteri del pop, Taylor porge l'altra guancia, perdonando musicalmente Kanye per la sua interruzione dell'anno precedente, ma nel farlo si toglie alcuni sassolini dalla scarpa suggerendo al rapper allora trentaduenne di dover maturare molto.

Le punzecchiature reciproche procedono a colpi di dichiarazioni mediatiche e il disgelo sembra ufficiale ai VMA del 2015, quando Swift consegna a West il prestigioso Video Vanguard Award. «Ho incontrato Kanye West per la prima volta sei anni fa, in realtà su questo palco» ha scherzato Taylor Swit all'inizio del suo discorso, per poi continuare: «Sembra che tutti sappiano del nostro famigerato incontro ai VMA. Ma qualcosa che potresti non sapere è che l'album di Kanye West, College Dropout, è stato il primo album che io e mio fratello abbiamo acquistato su iTunes quando avevo 12 anni. [...] Sono una sua fan da quando ho memoria perché Kanye definisce cosa significa essere una forza creativa nella musica, nella moda e, beh, nella vita. Quindi immagino di dover dire a tutti gli altri vincitori stasera: sono davvero felice per voi, e vi lascerò finire, ma Kanye West ha avuto una delle carriere più grandi di tutti i tempi!».

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Jeff Kravitz/MTV1415//Getty Images
MTV VMA 2015

Sarebbe stato un lieto fine perfetto se non fosse che, come comandano le regole del dissing, una risposta in musica doveva arrivare prima o poi da Kanye West. Nel 2016 il rapper pubblica l'album The Life of Pablo, con all'interno la controversa "Famous". Più che la collaborazione con Rihanna, che nel brano impersonifica la fama, o il sample di Nina Simone in "Do What You Gotta Do", "Famous" diventa subito un caso per l'attacco diretto a Taylor Swift: «I feel like me and Taylor might still have sex / Why? I made that b—h famous». Un chiaro riferimento al fatto che, dopo la lite sul palco del VMA 2009, Taylor Swift abbia ottenuto maggiore visibilità proprio come protagonista del gossip, ovviamente detto nei termini aspri e arrabbiati del rap. A questo punto è Taylor Swift a rispondere nuovamente a Kanye West, con il testo di "Look What Yoy Make Me Do" (2017) che fin dalla primissima strofa parla del rapper: «I don't like your little games / Don't like your tilted stage» facendo riferimento al palco inclinato che Kanye usava all'epoca per il tour.

Nel brano poi Taylor Swift fa anche riferimento al momento in cui Kim Kardashian è entrata nella discussione, pubblicando su Snapchat una serie di video che mostrano stralci della telefonata in cui Kanye West avrebbe chiesto il permesso a Taylor Swift per pubblicare "Famous" e in cui la cantante sembrerebbe acconsentire. «But the old Taylor can't come to the phone right now / Why? Oh, 'cause she's dead» canta Taylor Swift in "Look What You Made Me Do" come a dire che la sua precedente ingenuità è del tutto svanita, dichiarando guerra aperta a Kanye West, Kim Kardashian e chiunque provi a sfruttare la sua immagine e la sua fama a proprio beneficio, come l'ex manager Scooter Braun.

Gli anni passano ed esce il video integrale della famosa telefonata in cui si capisce che in realtà una vera e propria autorizzazione non c'è mai stata, dato che non è stata fatta ascoltare a Swift la canzone nella sua versione finale. Kanye e Kim si lasciano e Taylor Swift diventa l'artista più famosa di sempre, tanto che il Time la incorona a personalità più influente dell'anno, nel 2023. Nell'intervista che le dedica il giornale, Swift racconta: «C'è stato un lavoro di messa in scena completa, in una telefonata registrata illegalmente, che Kim Kardashian ha modificato e poi diffuso per dire a tutti che ero una bugiarda» poi aggiunge «Questo mi ha portato psicologicamente in un posto in cui non ero mai stata prima. Mi sono trasferita in un paese straniero. Non ho lasciato la casa presa in affitto per un anno. Avevo paura di rispondere alle telefonate. Ho allontanato la maggior parte delle persone nella mia vita perché non mi fidavo più di nessuno. Sono sprofondata davvero, davvero duramente».

All'epoca dei fatti, nel 2010, durante un'intervista rilasciata a The Ellen DeGeneres Show, anche Kanye West aveva detto di aver dovuto lasciare il paese per via dell'ondata di odio ricevuta dopo il suo attacco a Taylor Swift. Insomma, entrambi i protagonisti di questo lunghissimo dissing (forse il più lungo della storia) sembravano essere arrivati alla conclusione che, oltre alla voglia di rivincita pubblica, si trattava di mettere da parte l'astio e pensare ad affrontare i danni personali. È stata una riflessione estemporanea però, perché il botta e risposta tra Kanye West a Taylor Swift ha trovato il suo continuo nell'album Vultures 2 di Kanye West con Ty Dolla $ign. Non un attacco, quanto una piccola punzecchiatura sull'attuale compagno della pop star, Travis Kelce, che ha preso la forma di: «I twist my Taylor spliffs tight at the end like Travis Kelce». Secondo alcune teorie - più o meno complottistiche - Taylor Swift in tutta risposta avrebbe indossato una maglia con la scritta Scommetto che pensi a me, durante la tappa dell'Eras Tour a Varsavia. Sulla nostra t-shirt invece ci scriviamo: sembra che sentiremo ancora parlare del dissing tra Kanye West e Taylor Swift per molto tempo.

*Just wanna rewind è la rubrica fissa e nostalgica in cui torniamo indietro nel tempo per parlare insieme dei momenti che hanno fatto la storia della musica, rivivendo la notizia come se stesse succedendo proprio ora.