Si è trattato del più grande sciopero degli ultimi quarant’anni e ha coinvolto almeno 160mila attori e attrici: Hollywood è rimasta bloccata per 118 giorni in attesa di un accordo per rinegoziare il contratto collettivo con i rappresentanti delle aziende di produzione cinematografica. Il sindacato degli attori SAG-AFTRA chiedeva migliori condizioni di lavoro, compensi più alti e ulteriori tutele per la categoria, ma c'è voluta una notevole mobilitazione per arrivare a un risultato soddisfacente. «Con un contratto del valore di oltre un miliardo di dollari», ha finalmente reso noto il sindacato, «abbiamo raggiunto un accordo di portata straordinaria».
Per ora il testo dell'accordo non è stato diffuso e deve ancora essere approvato dai rappresentanti e dagli iscritti al sindacato. La soluzione trovata, però, sembra accettabile e dovrebbe includere, stando a quanto dichiarato da SAG-AFTRA, «aumenti dei compensi minimi “sopra il modello”, disposizioni senza precedenti in materia di consenso e compensazione che proteggeranno i membri dalla minaccia dell’intelligenza artificiale e, per la prima volta, un bonus di partecipazione allo streaming». Oltre a questo, si parla di un aumento dei limiti pensionistici e sanitari e altri aumenti a tutela di categorie specifiche.
Alla base dello sciopero degli attori, così come di quello degli sceneggiatori conclusosi a fine settembre, c'era il grande cambiamento del contesto lavorativo in ambito cinematografico visto in questi anni, con una crescente presenza delle piattaforme streaming e l'arrivo dell'intelligenza artificiale. In questo senso l'accordo dovrebbe introdurre alcune tutele per limitare l’uso tramite AI dell’immagine degli attori senza un'apposita autorizzazione e dovrebbe garantire un bonus agli attori basato sul successo dei prodotti streaming.
«Quando gli artisti capiranno cosa hanno ottenuto, saranno entusiasti», ha detto a Variety Ben Whitehair, membro del comitato mentre la presidente del sindacato Fran Drescher (Francesca Cacace ne La Tata) si è congratulata con i colleghi per aver «tenuto duro». Dunque tutto è bene quel che finisce bene, anche perché, come riporta Il Post, lo sciopero ha fermato o rallentato la produzione di 176 film e serie tv, con una perdita di 10 miliardi di dollari. Ora ci si augura che le produzioni riprenderanno da Dune Parte 2 a Stranger things, da The Last of Us a The White Lotus, da House of the Dragon 2 fino al sequel di Dirty Dancing.











