L'aggettivo "overwhelmed" in italiano si può tradurre come "sopraffatto", ma non rende esattamente l'idea. A volte sentiamo che il mondo tutto intorno è troppo per noi, che la misura è colma, che qualsiasi altro stimolo potrebbe andare a infrangere il delicato equilibrio che siamo riusciti a salvaguardare nel corso della giornata. Può succedere per diversi motivi: troppo stress, troppe ore di studio, la sessione di esami, tanto lavoro, tante preoccupazioni che girano e rigirano nella nostra testa senza tregua e ci lasciano esausti, senza più energie mentali e fisiche. I social, poi, tendono ad alimentare il loop. Ci passiamo tante ore, li usiamo per distrarci e finiamo in una gabbia di iperconnessione, pressioni a performare e senso di inadeguatezza. L'unica soluzione è imparare a interrompere il circolo vizioso: fermarsi, respirare, ristabilire dei confini reali tra noi e il mondo. Abbiamo chiesto qualche consiglio a Camilla Hennig, psicologa e psicoterapeuta (la trovate su Instagram come @camillahennig.psi), per imparare a farlo tutte le volte che ne sentiamo il bisogno.


Hai un corpo. Usalo.

Quando “ruminiamo”, ovvero ci incastriamo in labirinti mentali di problemi e possibili soluzioni senza realmente trovare una via d’uscita, tendiamo a dimenticare che sì, oltre a un cervello impegnato e impegnativo, possediamo anche un corpo. Una corsa, una sessione di danza in casa, una camminata, lo yoga, sono attività diverse che hanno tutti in comune una cosa: ci distraggono dai nostri problemi mentali costringendoci a focalizzarsi sul movimento, e ci restituiscono un senso di benessere a cui ancorarci. Ti consiglio anche di provare a confrontare il modo in cui pensi ai problemi prima e dopo l’attività fisica. Il problema, probabilmente, è lo stesso, ma ti sembrerà più gestibile e meno ingombrante.

Non dare per scontato l’utilizzo dello smartphone

Siamo così abituati ad avere dispositivi elettronici sempre connessi e sempre a portata di mano, da non considerare più la navigazione online un’attività. Eppure, usare lo smartphone è questo: un’attività con degli effetti concreti sui nostri pensieri, emozioni e comportamenti. Se apro un social network a caso e la prima notizia che vedo è quella di un asteroide che sta per colpire la Terra, quel singolo stimolo potrà avere un effetto molto potente sulle mie emozioni e sul mio sistema nervoso. Le alterazioni del nostro umore, lo stress ed emozioni intense sono effetti collaterali che dovremmo tenere in considerazione ogni volta che scrolliamo. Prova a separarti fisicamente dal tuo smartphone, ponendolo in una stanza diversa da quella in cui ti trovi quando sei a casa, per esempio, o in borsa invece che in tasca. Questo aiuterà la tua consapevolezza nel prenderlo in mano e usare i social, sapendo che stai decidendo, in quel momento, di esporti a potenziali stimoli e notizie stressanti.

Ricorda: lo scopo dei social è intrattenere, non informare

Se vuoi informarti su ciò che avviene nel mondo, ti consiglio di utilizzare un canale diverso da quello dei social. Sì, è vero, i reel e i post sono di facile accesso, riassunti rapidi densi di informazioni. Tuttavia, rischiano di essere fuorvianti o distorcere la realtà, e i titoli spesso ricalcano la necessità del “clickbait”, enfatizzando i toni per attirare la tua attenzione. Opta per un’informazione con fonti affidabili, tramite podcast condotti da esperti/e, o acquista un abbonamento a una rivista online che copra le notizie che ti interessano. Pagherai un euro o due in più al mese, ma guadagnerai in serenità e tempo.

Rispondi più tardi

Non hai bisogno di rispondere subito ai messaggi. Le comunicazioni via smartphone sono una richiesta di attenzione per il nostro cervello, in alcuni momenti di tensione aumentano la sensazione di angoscia e la disconnessione dal corpo. Anche se si tratta di un amico o una persona con cui hai il piacere di conversare, chiediti se adesso sia il momento giusto per prendere in mano lo smartphone, o se preferiresti fare altro.

Accetta l’imprevedibilità della vita

Questa è difficile, e richiederebbe una psicoterapia a parte. Quando cerchiamo informazioni o scrolliamo, a volte rimaniamo ingabbiati/e nel processo a causa del tentativo di controllare problemi molto grandi (es. il riscaldamento globale, le guerre). Lo scrolling può diventare un tentativo illusorio di mantenere il controllo su minacce immaginate o reali che, paradossalmente, diventano sempre più grandi nella nostra testa man mano che raccogliamo dati. Anche se le tue fonti di informazione sono valide, fai una pausa e chiediti: “da cosa sto cercando di proteggermi? Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadermi se non so tutto su questo argomento?”. In fin dei conti, anche per la persona più informata o potente del mondo, gli eventi della vita sono imprevedibili. Accettare di non saper prevedere il futuro, e che vivere comporta rischi, è difficile ma necessario per lasciar andare il controllo e l’eccesso di informazioni che ci logora e distrae dal presente.