Se alle prime lucine di Natale che decorano la città, iniziate a sentirvi tristi, l'idea dei pranzi in famiglia vi fa venire voglia di mettervi a letto e non sopportate che, intorno a voi, non si faccia altro che parlare di quanto dovremmo essere felici di festeggiare e farci i regali, sappiate che, in realtà, siete in buona compagnia. Secondo una nuova indagine di Serenis, piattaforma digitale per il benessere mentale, più di una persona su due (il 60 % degli intervistati) prova tristezza, solitudine e ansia nel periodo natalizio. Il 60% degli intervistati a Natale prova sensazioni negative e non positive: il 28.3% ha ammesso che il sentimento che prova maggiormente durante il periodo natalizio è la tristezza, il 17.6% prova ansia e il 16.4% solitudine.
Forse è una questione di contrappasso: il Natale è diventato uno stereotipo tradizionale, la festa dei buoni sentimenti, della serenità in famiglia, della generosità e della condivisione: la festa della perfezione. La narrazione zuccherosa dei pranzi in armonia con i propri cari, si scontra spesso e volentieri con la realtà delle nostre vite difettose. A Natale si litiga, ci si arrabbia, si ha il malumore, i ricordi peggiori sembrano più presenti che mai e ci si trova costretti a frequentare persone che commentano a proposito la nostra vita, il nostro lavoro, il nostro status sentimentale o il nostro peso. Alla domanda «Qual è la cosa che influisce più negativamente sul tuo umore durante il periodo natalizio?», il 23.7% degli intervistati ha risposto «la famiglia», sottolineando come il contesto familiare, fatto di confronti e dinamiche spesso molto tese, possa provocare disagio e stress, amplificando conflitti e incomprensioni. Per il 39.2% del totale, invece, «i ricordi» hanno un peso negativo sull’umore.
«È fondamentale riconoscere queste emozioni e creare spazi di ascolto e supporto, affinché anche coloro che si sentono esclusi dal clima festivo possano trovare rispetto e comprensione», spiega Martina Migliore, psicoterapeuta e Direttrice Formazione e Sviluppo di Serenis, «Inoltre, le aspettative di cene perfette, la necessità di mantenere tradizioni e il confronto con i familiari possono creare un ambiente teso e opprimente. Le divergenze su temi come le scelte di vita, le relazioni e le responsabilità, possono emergere con forza, rendendo il Natale un momento di scontro piuttosto che di pace. Questo scenario può far sì che molte persone vivano le feste con ansia e inquietudine, desiderando solo che il periodo natalizio finisca al più presto».
Il problema nasce soprattutto dal senso di inadeguatezza e disillusione che si prova di fronte alla «favola del Natale». Il 70% delle persone dichiara di sentirsi sopraffatto dai contenuti online, mentre il 43,3% dice di provare solitudine o esclusione di fronte alle immagini di gioia, regali e serenità condivise sui social. Per questo può aiutare cercare di distanziarsi dalla lettura mainstream del Natale, concentrarsi sui rapporti positivi nella propria vita creando le proprie tradizioni e rompendo gli schemi che ci fanno sentire ingabbiati. Per questo il 15,6% degli intervistati preferisce evitare completamente i contenuti online mentre il 37,8% degli intervistati sceglie di focalizzarsi sulle relazioni reali oltre l'apparenza e il senso del dovere, cercando un contatto più autentico con le persone a cui si vuole bene.








