Kate Winslet parla di quel red carpet dei Golden Globes del 1998, quello dove indossava il famoso abito di pizzo nero e posava assieme a Leonardo Di Caprio per Titanic, ricorda i commenti della stampa sul suo corpo, poi si ferma un attimo a pensare e gli occhi le si riempiono di lacrime. Il video, tratto da un'intervista per il programma australiano 60 minutes sta circolando molto perché ancora una volta ci ricorda gli standard impossibili che Hollywood promuove, negli anni 90, ma anche oggi.
L'intervistatrice ha mostrato a Winslet un video dell'evento del 98 dove un giornalista dice che avrebbe dovuto indossare un abito «due taglie più grande». «È assolutamente spaventoso», ha detto Winslet, «Che tipo di persona devi essere per fare una cosa del genere a una giovane attrice che sta solo cercando di capirsi? È stato orribile». L'attrice premio Oscar che oggi ha 49 anni e ai tempi del video ne aveva 23 ha ricordato che in quegli anni attacchi del genere erano all'ordine del giorno per le giovani attrici. Era il periodo dell'heroin chic che ultimamente sta tornando in auge, degli angeli di Victoria's Secret e non si parlava certo di diversity e body positivity. L'attrice, però, ricorda di aver detto la sua ai giornalisti che l'avevano attaccata. «Gli ho detto "Spero che questa cosa vi perseguiti". È stato un grande momento perché non l'ho fatto solo per me, ma per tutte quelle persone che sono state sottoposte a quel livello di molestie».
Winslet in passato ha parlato spesso di come il suo corpo a Hollywood fosse percepito come grasso e inaccettabile. «L'insegnante di recitazione un giorno mi ha detto: "Tesoro, se hai intenzione di avere questo aspetto, dovrai accontentarti delle parti da ragazza grassa". E io non ero nemmeno grassa!». Tutto questo rende l'idea di quanto il mondo del cinema risulti inaccessibile per le persone con corpi che non si conformano alle norme estetiche dettate dalla società e la situazione oggi non è migliorata di molto.
Nel suo film del 2023 Lee, Winslet interpreta la modella Lee Miller diventata fotografa di guerra. L'attrice ha raccontato alla BBC che a un certo punto in una scena le è stato chiesto di sedersi più dritta, per nascondere meglio i suoi «rotoli di pancia». «Mi è sembrato un consiglio assolutamente bizzarro», ha detto raccontando di aver continuato per la sua strada senza dare seguito all'osservazione, «Il mio lavoro era essere come Lee e lei non sollevava pesi e non faceva pilates, mangiava formaggio, pane e beveva vino e non ne faceva un dramma, quindi ovviamente il suo corpo doveva essere morbido». Il punto è, ancora una volta, il modo in cui percepiamo i corpi e i corpi grassi: «Penso», ha concluso l'attrice, «che siamo così abituati a non vedere certi tipi di corpi e a non apprezzarli che l'istinto è sempre di criticarli o commentarli in qualche modo».








