L'emozione di finire il tour per le province italiane con un progetto per noi così importante non si spiega, così come non si trovano le parole per spiegare l'importanza di condividere l'iniziativa con il pubblico, là dove il Pride delle grandi città non arriva. Il viaggio per Modena, Prato e Anzio si è concluso con una bellissima intervista, un confronto aperto tra Lavinia Farnese, direttrice di Cosmopolitan, Alessia Crocini, presidente di Famiglie Arcobaleno, e Jenny De Nucci, content creator, già cover del nostro magazine.

«"Facile farsi fare i figli dagli altri", è una frase che sentiamo spessissimo, ed è paradossale perché l'inseminazione o la gestazione per altri può riguardare anche gli eterosessualic he per qualsiasi motivo medico non possono avere figli. In quel caso se un membro della coppia è sterile allora si dice "ah, hai pensato magari a trovare una seconda soluzione? Magari all'adozione?". In quel caso va bene, magicamente, e insomma sì, quando non ci saranno più queste frasi, il mondo sarà sicuramente un posto migliore».

«"Ora sono tutti gay", beh anche questa va fortissimo, soprattutto sotto ai reel. Per fortuna il mondo sta andando avanti e le persone si sentono meno in colpa di essere le persone che sono, di amare un sesso rispetto ad un altro, di identificarsi in un'identità di genere rispetto a un'altra. Quindi non è che ora sono tutti gay. Piano piano tutti riusciamo a identificarci e ad essere fieri di chi siamo», ha commentato Jenny de Nucci, al Baretto di Anzio, dove il 21 giugno ha incontrato tanti ragazze e ragazzi a pochi metri dal mare, insieme a Coca-Cola e Famiglie Arcobaleno, per il progetto di sensibilizzazione all'uso delle Parole che uniscono, nel mese del Pride.

Insieme a noi anche Alessia Crocini, presidente dell'Associazione Famiglie Arcobaleno: «“Lesbica" non è un insulto in sé, è il modo in cui le persone pronunciano questa parola che lo rende tale. Se ci pensate esistono un sacco di insulti e parole dialettali per identificare un uomo omosessuale, ogni regione ha il suo, per le donne, invece non ne esiste nemmeno uno, per questo la pronuncia della parola “lesbica” ha assunto un’accezione dispregiativa», ha affermato.