La vita è fatta di attimi e di prime volte. Dal primo giorno di scuola al giorno della laurea, dal primo appuntamento alla prima guida, passando per la ricerca del primo lavoro e del primo colloquio. In queste occasioni capita spesso di sentirsi agitati, ansiosi e preoccupati perché si esce dalla propria comfort zone per cimentarsi in una nuova sfida. Questi momenti dalla forte connotazione emotiva, che rimangono impressi nella memoria, rappresentano però anche motivo di grande soddisfazione una volta raggiunto l’obiettivo, dandoci quello stimolo in più a volerci migliorare e metterci alla prova. La ricerca del primo lavoro, soprattutto quando non si ha esperienza, può sembrare lunga e difficile anche a causa del cosiddetto «permission paradox», ovvero il «paradosso del permesso», secondo cui non si può trovare lavoro senza esperienza e non si può fare esperienza senza lavorare. Quante volte capita di leggere annunci di lavoro dove si cercano candidati con meno trent’anni, tre o cinque anni di esperienza e possibilmente con master? Tante, troppe. Come uscire allora vincenti da questa «arena» del mondo del lavoro? Indeed, il sito che raccoglie migliaia di annunci di lavoro, propone alcuni tips su come trovare lavoro senza esperienza.

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Ricerca di lavoro: su cosa puntare quando non si ha esperienza

Se è il primo lavoro e non si ha esperienza è meglio valutare profili junior o un tirocinio in azienda come punto di partenza per acquisire competenze e fare esperienza in azienda. Spesso si cade nella trappola del concentrarsi su ciò che non c’è, invece di valorizzare quello che si ha. Come suggerito da Indeed, se sei all’inizio del percorso di carriera non citare la tua mancanza di esperienza, ma metti in risalto, sia nel curriculum che in sede di colloquio, l’entusiasmo e la voglia di imparare. Un tema sempre più caro alle aziende sono le soft skills, ovvero le competenze trasversali, tra cui le doti comunicative, il saper lavorare in team e la capacità di problem solving. Prendere nota delle proprie è certamente utile per raccontarsi e far capire all’interlocutore il proprio valore.

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Come creare un curriculum efficace su misura

Una volta individuata la posizione più idonea è giunto il momento di candidarsi. In questa fase è essenziale avere un CV online ben fatto che rappresenta il nostro biglietto da visita per l’azienda. Per ogni annuncio di lavoro ci sono centinaia di candidati, perciò la parola chiave è «personalizzazione» scegliendo il formato e il layout del CV più adatto al tipo di lavoro. Il consiglio di Indeed per emergere è utilizzare parole chiave che descrivano le nostre caratteristiche in base ai requisiti presenti nell’annuncio. Sempre in quest’ottica è bene selezionare i lavori svolti dando la priorità a quelli più in linea con l’azienda e la posizione lavorativa desiderata. Tornando al tema iniziale, quali esperienze di lavoro inserire nel CV se si tratta del primo lavoro? In questo caso occorre dare valore alla formazione, eventuali esperienze all’estero e attività di volontariato.

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Domande difficili al colloquio di lavoro: come rispondere

Il primo colloquio di lavoro non si scorda mia. Per essere certi che questo ricordo sia positivo è fondamentale arrivare preparati. Come prima cosa bisogna studiare l’azienda, capendo di cosa si occupa, in quale settore opera, la mission e la cultura aziendale. Capire se l’azienda per cui ci stiamo candidando è in linea con i nostri valori e quali possibilità di crescita personali e professionali offre è utile anche per rispondere alle domande scomode durante il colloquio di lavoro. Ma quali sono queste domande? Ecco una selezione di quelle più frequenti e qualche consiglio di Indeed su come rispondere.

«Parlami di te» al colloquio di lavoro

Il «parlami di te» si riferisce, tra le righe, a quale valore aggiunto la propria figura può apportare all’azienda e per questo è importante far emergere cosa ci differenzia dagli altri candidati. Per rispondere è utile aver studiato l’azienda e la posizione lavorativa, mantenendo il focus su di sé, sul proprio percorso e sulle motivazioni che hanno portato alla candidatura.

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Pregi e difetti al colloquio di lavoro

Avere consapevolezza dei propri punti di forza e debolezza durante un colloquio di lavoro è fondamentale per sapersi valorizzare. Il suggerimento di Indeed è organizzare la propria risposta parlando prima delle proprie debolezze e poi dei propri punti di forza, in modo da concludere con delle note positive. Per quanto riguarda i difetti, è bene scegliere tra quelli non direttamente correlati alla posizione lavorativa e che possano assumere connotati positivi, come ad esempio il perfezionismo o l’autocritica.

Quali domande fare a fine colloquio

A fine colloquio, un grande classico è «hai qualche domanda da farci?» e in questo caso non c’è peggior risposta del silenzio. La fase delle domande finali è cruciale per far capire a chi ci sta selezionando la nostra motivazione e preparazione sull’azienda. Le domande da porre durante il colloquio potrebbero riguardare la posizione, il percorso di carriera e, last but non least, i prossimi step di selezione.

Che si tratti di colloquio di gruppo o individuale, arrivare preparati rimane il fattore più importante e comune denominatore in qualunque fase di selezione, dall’inizio alla fine. Durante l’evento Elle Active!, di cui Indeed si riconferma sponsor, verranno approfondite le tematiche relative al lavoro, alla crescita personale e su come un lavoro migliore possa portare ad una vita migliore.