I social hanno molti aspetti positivi: inutile che stiamo a fare considerazioni del tipo «Si stava meglio quando non si era sempre attaccati al telefono». Facebook, Instagram Twitter & Co. ci aiutano a tenerci in contatto, a informarci, a conoscere nuove persone e nuove realtà. In poche parole: ampliano i nostri orizzonti. Tra l'altro, come ogni strumento di comunicazione, molto dipende dall'uso che se ne fa. Fatta questa doverosa premessa per non risultare boomer antitecnologici, passiamo alle note dolenti: i social media non sono certo un toccasana per la salute mentale. A dirlo non sono solo medici e psicologi ma anche Facebook stessa che - come ha scoperto il Wall Street Journal a settembre - ha commissionato alcune indagini esterne che hanno scoperto cose del tipo «Rendiamo peggiori i problemi di immagine del proprio corpo per una ragazza adolescente su tre». Ma allora che fare?
Il problema dei social è che ti spingono a usarli sempre di più, non è un caso se ci sembra che Instagram fagociti tutto il nostro tempo. Questo rende più difficile staccarsi da certe dinamiche con conseguenze sulla nostra salute mentale. Ad esempio sembra (lo sappiamo bene) che i social aumentino l'invidia per le vite - sempre super Instagrammabili - altrui e diminuiscano la nostra autostima (Bella Hadid can you hear us?): uno studio condotto dall'Università di Copenaghen ha rilevato che chi smette di utilizzare Facebook per un periodo dichiara di sentirsi più soddisfatto della propria vita. «Quando giudichiamo il nostro valore in base agli altri, poniamo la nostra felicità in una variabile che è completamente al di fuori del nostro controllo», ha spiegato su Healthista il dottor Tim Bono, autore di When Likes Aren't Enough. Questo senso di non essere mai abbastanza ci spinge a voler avere di più, fare di più, essere di più con tutta la pressione (e la FOMO) del caso. Il dottor Bono spiega che si finisce per entrare in un cortocircuito: vogliamo essere più felici, più efficienti e produttivi, ma i social ci tolgono tempo e ci impediscono di vivere a pieno certe esperienze offline.
Una soluzione è quella di diventare più consapevoli del tempo che passiamo a scrollare immagini su Instagram o a leggere Tweet per poi provare a ritagliare dei momenti (o delle giornate o delle settimane) offline. Secondo la psicologa americana Kina Wolfenstein è necessario abituarsi gradualmente: «Sarà difficile cambiare il tuo rapporto con i social media a meno che tu non abbia una varietà di altre cose che puoi fare per prenderti cura della tua salute mentale», spiega a Teen Vogue. Secondo la psicologa è importante imparare a capire quando e come ritagliarsi dei momenti offline prestando attenzione a come ci sentiamo. Siamo particolarmente frustrati e ci paragoniamo continuamente agli altri? Forse è il momento di fare un po' di social-detox. «Prendersi un mese o due di pausa dai social media può essere ottimo per la salute mentale di molte persone», spiega Wolfenstein. Questo non significa demonizzare le piattaforme o lasciarle per sempre, ma prendere temporaneamente le distanze in modo da porre nuovamente - e per davvero, senza paragoni esterni - il focus su quello che ci serve per essere felici. Non è così facile come sembra, ma forse vale la pena tentare.











