Stereotipi, stereotipi, stereotipi. Peggio ci si sente pensando poi alla normalizzazione, di questi stessi stereotipi. Con Momoka Banana - nota bene: definirla un'influencer è riduttivo, perché lei per noi è una vera attivista al grido di #StopAsianHate - ne abbiamo parlato nel Cosmo Village, il villaggio digitale di Cosmopolitan in cui scambiamo e condividiamo idee che possono rendere il mondo un posto migliore. E da dove iniziare se non proprio dall'anti-razzismo? Momoka Banana è un'abile smantellatrice di stereotipi sui cinesi, anzi - come lei stessa scrive in un suo post su Instagram - "smaschera teatrini sui cinesi". Ma Momoka può (e sente di voler/dover) fare tutto questo perché gli stereotipi sui cinesi li vive e li ha sempre vissuti in prima persona. E perché il suo contributo nel Cosmo Village ci ricorda quanto oggi sia importante fare (bene) informazione sulla Cina, in modo corretto, puntuale, preciso. Unico fattore fondamentale: bisogna conoscerla, la Cina, per non cadere in errore. Per non offendere e ferire.
"Da piccola non ci facevo caso - racconta Momoka nell'intervista nel Cosmo Village. - Ma crescendo mi sono resa conto di avere l'aspetto cinese, e che quello che faccio porta a sviluppare pregiudizi o idee verso le persone cinesi. Oggi ci faccio più attenzione, perciò ho scelto di affrontare queste tematiche anche sui social". E nel fare attenzione ai pregiudizi, Momoka continua abilmente nella sua missione: combattere i casi di razzismo verso le comunità asiatiche, aumentate tra l'altro a seguito del diffondersi della pandemia da Covid-19. E in questa missione di sensibilizzazione delle coscienze e coinvolgimento delle nuove generazioni nel movimento #StopAsianHate, Momoka ci invita anche a utilizzare il canale giusto: l'amore, non l'odio. "Bisogna eprimersi in modo pacato per non polarizzare le posizioni, la comunicazione aggressiva non porta da nessuna parte!", chiarisce.
Che consiglio darebbe Momoka ai cinesi in Italia o agli italiani di prima generazione che sono vittime di bullismo? "Dipende dalla sensibilità di ciascuno - afferma. - Troppo facile dire di fregarsene, bisogna fare sensibilizzazione. Io, da piccola, mi vergognavo delle mie origini: non ho studiato né parlato cinese fino a 12 anni a causa degli sterotipi". Sensibilizzazione sì, ma la chiave è anche la cultura. Cosa - più della voglia di scoprire e conoscere un paese dalla cultura millenaria - può aiutarci a combattere gli stereotipi? Tra le letture che Momoka consiglia per comprendere a fondo la Cina - prima di aprir bocca e parlarne, di Cina - è il libro Red Mirror del sinologo Simone Pieranni. Il resto della sua bellissima storia, invece, ve lo racconta nell'intervista nel canale Instagram di Cosmopolitan. Play, stop, rewind. Di nuovo, play. Portiamoci a casa i suoi insegnamenti. Sono necessari, e il mondo ne ha bisogno. Una volta per sempre, #StopAsianHate.











