A confermarlo è stata una recente ricerca ripresa dall'Ansa a giugno 2026: abbiamo definitivamente smesso di guardare la televisione. Il 62% dei giovani europei tra i 18 e i 25 anni preferisce infatti guardare contenuti su dispositivi personali come il tablet, e non c'è dunque da stupirsi se i format online stiano cambiando il loro volto per adattarsi a questa rivoluzione.



Con ogni probabilità vi sarà già spuntato sul feed almeno un TikTok short drama. E non sembra sia un formato destinato a sparire nel breve periodo. Forse, azzardiamo, potrebbe non essere una buona notizia.

Cosa sono i micro drama?

Del fenomeno su Cosmopolitan già vi abbiamo parlato in riferimento a Tutto in una notte, una storia raccontata in una manciata di puntate attraverso brevi episodi ottimizzati per piattaforme come Instagram, TikTok e l'app ufficiale di Witty.

Queste produzioni - che alcuni hanno iniziato a definire «cinema verticale» - non sono altro che brevissimi episodi concepiti per la fruizione da smartphone. Si tratta molto spesso di pillole video di appena 60 secondi che terminano quasi sempre sul più bello, spingendo chi guarda ad acquistare e sbloccare la puntata successiva. Una stagione completa può contare dai 20 fino a un centinaio di capitoli: veri e propri show in miniatura pensati per riempire le piccole pause della giornata, come il tempo di preparare un caffè.

Il trend è esploso in Cina intorno al 2018 per poi sbarcare negli Stati Uniti nel 2022 grazie a piattaforme dedicate come DramaBox, ReelShort e GoodShort. Immancabile è stato poi il passaggio su TikTok, da cui il fenomeno sta contagiando anche il mercato britannico con la nascita di studi di produzione specializzati come OnSet Octopus. Di recente, per esempio, è esploso sulla piattaforma della Byte Dance The Nursery Nurse, un divertente drama tutto al femminile con scene di asilo, drammi tra genitori e pillole d'umorismo familiare ispirati da situazioni di vita vissuta.

I copioni nascono dall'unione tra algoritmi di intelligenza artificiale, format internazionali riadattati per i vari Paesi e soggetti originali costruiti ad hoc per catturare l'attenzione con colpi di scena estremi. In apparenza sembra tutto innocente, ma è un concept sul quale forse vale la pena sviluppare qualche riflessione.

Il tema (delicatissimo) della soglia dell'attenzione

Come riporta anche il National Geographic, negli ultimi 20 anni la soglia di attenzione media dedicata a un singolo compito prima di essere interrotti (da notifiche, e-mail o cambi di scheda) è scesa da 2,5 minuti a circa 40 secondi. Un'altra ricerca di Pediatrics Open Science, inoltre, ha evidenziato che l'uso dei dispositivi e le abitudini online dei bambini possono più facilmente contribuire ai problemi di concentrazione e di attenzione nei soggetti più esposti a questi stimoli. Se ci fate caso, in effetti, quasi tutti i tiktoker ormai sono costretti a proporvi un gancio nei primi due secondi dei loro video, proprio per evitare lo scroll selvaggio.

Gli drama sembrano essere destinati a restare sui nostri schermi ancora a lungo. Le ultime analisi di settore prevedono che entro il 2030 il mercato globale dei micro-drama raggiungerà i 25 miliardi di dollari (circa 18,6 miliardi di sterline), con l'Asia nel ruolo di apripista. Un giro d'affari che attrae anche i grandi marchi americani: nel 2025 Kim Kardashian e Kris Jenner hanno investito 14 milioni di dollari (10,4 milioni di sterline) nell'app GammaTime, mentre piattaforme come Disney+, Prime Video e Netflix hanno annunciato piani per integrare prodotti verticali nei propri cataloghi.

Ma se questo dovesse davvero diventare il futuro dell'intrattenimento, forse potremmo dover dire addio alla complessità. In fondo, se 40 secondi sono diventati il nostro nuovo limite di tolleranza prima di cedere al prossimo swipe, il rischio è evidente: stiamo barattando la complessità delle storie per una scarica immediata di dopamina. E quando persino il tempo di un respiro diventa troppo lungo da concedere a uno schermo, non sono solo i personaggi a perdere spessore, ma la nostra stessa capacità di restare ancorati a ciò che stiamo guardando.